Per vedere il video devi accettare i cookie di Dailymotion.

Parenti (Ancip): “Formazione e sostenibilità per la competitività del sistema Italia” / VIDEO

Il sistema portuale italiano si trova oggi di fronte a una sfida epocale che richiede una sintesi perfetta tra innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e tutela del lavoro. Gaudenzio Parenti, direttore di Ancip, intervenendo a margine dell’evento Road to Best a Civitavecchia, ha tracciato una visione chiara per il futuro della portualità nazionale, evidenziando come la transizione ecologica e digitale non debba essere percepita come una minaccia, bensì come un’opportunità da governare con lungimiranza attraverso una formazione costante e investimenti strutturali sulla sicurezza. Secondo Parenti, la centralità del fattore umano e l’altissima specializzazione dei lavoratori portuali restano l’elemento distintivo e il vero valore aggiunto della competitività dei nostri scali, specialmente in una fase di profonda trasformazione delle catene logistiche globali e dei flussi commerciali nel Mediterraneo. In questo scenario di cambiamento, un ruolo di primo piano è ricoperto dalle autostrade del mare, pilastro strategico per una mobilità realmente sostenibile. Queste rotte permettono di decongestionare le reti stradali dal traffico dei mezzi pesanti, riducendo drasticamente l’impatto ambientale e le emissioni di CO2. Parenti ha rimarcato la necessità di potenziare ulteriormente questi collegamenti intermodali, che non rappresentano solo un’alternativa ecologica ai trasporti tradizionali, ma costituiscono un volano economico indispensabile per l’integrazione dei porti italiani con i mercati internazionali. L’obiettivo è creare una rete logistica fluida, dove la velocità dello scambio vada di pari passo con la sicurezza operativa.
La sfida per l’Ancip e per l’intero cluster marittimo consiste nel saper armonizzare l’efficienza dei servizi tecnico-nautici con le nuove stringenti esigenze di sostenibilità fissate dalle agende europee. È fondamentale che lo Stato e le autorità competenti accompagnino le imprese portuali in questo percorso, garantendo stabilità occupazionale e tutelando l’eccellenza professionale. Il modello italiano, basato su una solida cooperazione tra pubblico e privato, deve continuare a puntare sulla qualità del servizio e sulla resilienza delle infrastrutture, confermando il ruolo dell’Italia come hub logistico naturale e sostenibile nel cuore del mare nostrum, capace di rispondere con prontezza alle dinamiche di un mercato globale sempre più esigente.

17 Maggio 2026 - 19:05