Gli Stati Uniti tolgono le restrizioni alle navi in arrivo dalla Nigeria

La Guardia Costiera statunitense ha revocato il regime speciale di controlli imposto nel 2014 alle navi provenienti dai porti nigeriani. SI tratta di una svolta per i traffici dall'Africa occidentale

Il porto di Lagos in Nigeria

Ultimo aggiornamento 24 agosto 2026 - 11:50

A dodici anni dall’introduzione delle restrizioni, gli Stati Uniti hanno deciso di eliminare il cosiddetto Condition of Entry (CoE) applicato alle navi che facevano scalo nei porti nigeriani prima di dirigersi verso gli scali americani.

La decisione della U.S. Coast Guard segna una svolta nei rapporti marittimi tra Washington e Abuja e viene accolta dal governo nigeriano come uno dei risultati più significativi ottenuti negli ultimi anni sul fronte della sicurezza portuale e della conformità agli standard internazionali.

Il regime era stato introdotto il 25 giugno 2014, quando le autorità statunitensi avevano rilevato carenze nel sistema di sicurezza di numerosi porti nigeriani. Le navi dirette negli Stati Uniti che, nei cinque scali precedenti, avevano toccato determinati porti della Nigeria erano tenute a sottoporsi a procedure supplementari, ispezioni e misure di sicurezza rafforzate prima di poter accedere alle acque americane.

Secondo gli operatori del settore, tali prescrizioni si traducevano in costi aggiuntivi, maggiore documentazione, possibili ritardi e minore attrattività commerciale delle rotte che coinvolgevano la Nigeria.

L’annuncio della revoca è stato dato dal ministro nigeriano della Marine and Blue Economy, Adegboyega Oyetola, che ha definito la decisione una conferma dei progressi compiuti dal Paese nell’applicazione dell’International Ship and Port Facility Security Code (Isps Code), il principale standard internazionale in materia di security marittima. Secondo il ministro, il risultato è il frutto di un lavoro coordinato tra il governo federale, la Nigerian Maritime Administration and Safety Agency (Nimasa), le amministrazioni portuali, i terminalisti e gli operatori del comparto logistico e marittimo.

Determinanti sono state le quattro verifiche effettuate dalla Guardia Costiera statunitense tra il 2024 e il 2026. Le missioni di valutazione hanno esaminato il quadro normativo, le procedure operative e i sistemi di controllo adottati dalla Nigeria nei propri porti. Secondo quanto comunicato dalle autorità nigeriane, gli audit hanno evidenziato miglioramenti sostanziali nelle misure di sicurezza e nella capacità del Paese di rispettare gli standard internazionali richiesti per la tutela dei traffici marittimi.

Per gli Stati Uniti, la decisione riflette la convinzione che il sistema di controllo e sorveglianza nigeriano abbia raggiunto un livello adeguato di affidabilità. Per la Nigeria, invece, è un segnale politico ed economico che rafforza la credibilità del Paese sui mercati internazionali. In una fase in cui la competizione tra i porti africani è sempre più intensa e le catene di approvvigionamento globali cercano nuovi punti di accesso efficienti e sicuri, il superamento di una misura durata oltre un decennio rappresenta un vantaggio strategico di rilievo.

La fine delle restrizioni non significa tuttavia che il percorso sia concluso. Le autorità nigeriane saranno chiamate a mantenere gli standard raggiunti e a continuare gli investimenti in infrastrutture, formazione e controllo.