I porti al meeting di Rimini: non ci resta che pregare / COMMENTO

Il ricambio dei vertici degli scali non è ancora stato completato: mancano, giusto per fare un esempio, porti strategici come Palermo, Gioia Tauro e la Sardegna, le nomine proposte dal ministero non sembrano soddisfare il cluster

Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:19

Novantamila euro che escono dal portafogli di Ram per usufruire di 500 metri quadrati di esposizione. E Assoporti che invia una lettera a tutti i commissari (e a i pochi presidenti) per invitarli ad andare a Rimini che, citiamo dalla comunicazione dell’associazione, “vedrà tanta gente curiosa, aperta, capace di giudizio”. Solamente un paio di domande: ma per quale motivo il ministero dei Trasporti – guidato da Matteo Salvini e dal ligure Edoardo Rixi – si è sentito in dovere di partecipare al meeting di Comunione e Liberazione? E perché i commissari delle Authority dovrebbero partire come pellegrini alla volta del meeting di Cl? La realtà della governance portuale italiana non è un paradiso, anzi.
Il ricambio dei vertici degli scali non è ancora stato completato: mancano, giusto per fare un esempio, porti strategici come Palermo, Gioia Tauro e la Sardegna, le nomine proposte dal ministero non sembrano soddisfare il cluster che si aspettava se non altro meno lottizzazione politica, le audizioni dei neocommissari in Parlamento sono più seguite delle serie tv di Netflix con chat create appositamente per commentare ogni scivolone più o meno grande dei nuovi nominati, i segretari generali sono ancora da scegliere, ma tra i partiti della maggioranza la battaglia è ancora più feroce rispetto a quella dei presidenti. E ancora: le concessioni saltano per sentenza, le infrastrutture sono sotto inchiesta, l’Ets è un danno per armatori e operatori. Insomma, servirebbe quasi un intervento divino per mettere le cose a posto. E quale migliore occasione del meeting di Cl per provare anche questa strada?