I volumi di importazione di container negli Stati Uniti rimangono su livelli elevati, ma hanno ormai superato il loro picco stagionale. Secondo le analisi della National Retail Federation (NRF), la principale associazione dei dettaglianti americani, il periodo di massima affluenza si è verificato con largo anticipo rispetto al passato e si avvia ora verso un calo progressivo e costante mese dopo mese. Gli importatori hanno infatti riorganizzato il calendario delle spedizioni per anticipare l’entrata in vigore delle nuove tariffe doganali e far fronte alle recenti incertezze lungo la catena di approvvigionamento, comprese le perduranti interruzioni logistiche causate dal conflitto in Iran. Per l’intero 2026, l’NRF prevede nel rapporto Global Port Tracker un totale di 25,5 milioni di teu importati, un dato sostanzialmente stabile rispetto ai 25,4 milioni del 2025 e ai 25,5 milioni del 2024.
Jonathan Gold, vicepresidente dell’NRF per la catena di approvvigionamento, ha sottolineato come il mese più intenso dell’anno sia stato maggio, in controtendenza rispetto alla tradizionale impennata di fine estate. La corsa ai rifornimenti è stata dettata dalla scadenza di luglio delle tariffe previste dalla Sezione 122 e dall’introduzione del nuovo programma di dazi fortemente voluto da Donald Trump. Dopo i 2,23 milioni di teu registrati a giugno e i 2,21 milioni di luglio, agosto è stimato a 2,22 milioni. Da settembre prenderà il via un calo graduale verso i 2,16 e 2,13 milioni di teu, fino a toccare il minimo di 2,03 milioni a novembre, prima di chiudere a 2,06 milioni a dicembre. Nonostante l’aumento del costo della vita e dei carburanti, la spesa dei consumatori statunitensi mostra ancora una solida tenuta.