La Cina risponde a Trump: pronto maxi ordine da 70 navi

Il piano per il rinnovo della flotta di Cosco è la reazione alla tassa che gli Usa vogliono imporre alle unità di Pechino che scalano i porti americani

Una portacontainer di Cosco nel porto di Amburgo

Ultimo aggiornamento 27 febbraio 2025 - 11:49

Genova – Cosco ha pronta la risposta all’iniziativa dell’amministrazione Usa che vuole imporre una tassa alle navi cinesi (sino a 1,5 milioni di dollari) che approdano nei porti americani. Il colosso del trasporto marittimo del Dragone sta per dare avvio a una nuova ondata di costruzioni per un valore di diversi miliardi di dollari.

Cosco l’anno scorso ha ordinato circa 100 nuove navi e ora sta tornando nei cantieri nazionali perché vorrebbe aggiungere altre 70 navi di diversa tipologia, non solo portacontainer. Il messaggio “business as usual” è sia economico che politico: è una risposta a Washington che ha annunciato l’intenzione di applicare la maxi tassa sulle navi costruite in Cina o di proprietà cinese. L’ordine è stato confermato anche a Tradewinds da fonti di settore

Cosco accelera sulle costruzioni anche perché mira a conquistare la leadership del trasporto marittimo nel settore dei container, ma la spinta maggiore dovrebbe arrivare per le portarinfuse: oggi la flotta di Pechino di questo segmento è vecchia e deve essere sostituita.