Dopo sette anni la nave Lira lascia il porto di Olbia

Definita la lunga vicenda giudiziaria, il cargo diretto in Grecia. Bagalà (Adsp): "Il porto recupera un ormeggio strategico"

La Lira in partenza da Olbia

Ultimo aggiornamento 3 ottobre 2026 - 18:57

Dopo quasi sette anni di abbandono e una lunga vicenda giudiziaria, la nave cargo Lira lascia definitivamente il porto di Olbia. Trainata dal rimorchiatore Christos XXIV, raggiungerà il porto del Pireo.

I preparativi per il disormeggio della Lira

 

La partenza segna la conclusione dell’iter amministrativo avviato con l’aggiudicazione della nave, disposta dal Tribunale di Tempio Pausania, alla società H&D Shipping S.r.l. La Lira, 86 metri di lunghezza e 1948 tonnellate di stazza, era approdata a Olbia alla fine del 2019 dopo essere stata recuperata nel Mar Tirreno in condizioni di grave avaria, a seguito dell’abbandono da parte dell’armatore. Da allora, l’unità era rimasta ormeggiata nel porto dell’Isola Bianca, al centro di una complessa procedura legale promossa dai membri dell’equipaggio (rimpatriati a metà del 2020) per il recupero dei crediti di lavoro maturati.

Il risultato è frutto di un lavoro condotto in stretta sinergia tra l’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, l’autorità marittima e l’autorità giudiziaria. Determinante, per l’Adsp, l’impegno del segretario generale, Alessandro Becce, e del gruppo di collaboratori dell’ufficio tecnico e dell’ufficio legale della sede di Olbia, che hanno seguito la vicenda sotto il profilo tecnico e giuridico, assicurando il monitoraggio costante della nave e il dialogo con gli enti coinvolti fino alla conclusione dell’iter.

Con la partenza della Lira, il porto dell’Isola Bianca recupera spazi preziosi per le attività portuali. “Quella della Lira è una vicenda che per anni ha rappresentato un problema irrisolto per il porto e per la città – dice Domenico Bagalà, presidente dell’Adsp del mare di Sardegna – Oggi, con la partenza della nave, possiamo finalmente voltare pagina. Restituiamo al porto un ormeggio strategico e superiamo una situazione che limitava, di fatto, la piena operatività dello scalo, a tutela delle attività portuali, dell’ambiente, della sicurezza e dell’interesse pubblico”