Msc promuove il Canada come porta d’accesso alternativa all’Us East Coast per il Midwest americano. In una comunicazione rivolta al mercato statunitense, il gruppo ha invitato gli operatori a considerare i porti di Montreal e Halifax come opzioni per raggiungere destinazioni come Chicago, Detroit e St. Paul, sfruttando le connessioni ferroviarie che collegano la costa orientale canadese all’entroterra nordamericano. La compagnia presenta questa soluzione come una risposta alla crescente esigenza di resilienza delle catene logistiche e alla necessità di diversificare i gateway utilizzati per l’importazione delle merci provenienti dall’Europa e dal Mediterraneo.
Il messaggio è non concentrare tutti i flussi su pochi porti della East Coast statunitense, ma costruire una supply chain più flessibile utilizzando punti d’ingresso diversi.
La scelta si inserisce in una trasformazione più ampia del settore. I grandi carrier non si presentano più soltanto come operatori marittimi, ma come fornitori di catene logistiche complete che integrano trasporto navale, terminal, ferrovia e distribuzione terrestre. In quest’ottica il porto diventa soltanto uno degli anelli della catena e il valore aggiunto consiste nella capacità di offrire percorsi alternativi quando una tratta si trova sotto pressione.
Un altro elemento che contribuisce a rendere interessante il messaggio di Msc riguarda il contesto geopolitico. Negli ultimi mesi i rapporti tra Canada e Stati Uniti hanno attraversato fasi di tensione sul piano commerciale e politico, mentre Ottawa ha moltiplicato i segnali di avvicinamento all’Unione europea. Ciò non significa che il Canada possa sostituire il mercato statunitense, dal quale continua a dipendere una quota dominante del proprio commercio estero. Tuttavia, agli occhi di molte imprese europee, il rafforzamento delle relazioni tra Canada e Ue può contribuire a rendere più attrattiva l’idea di utilizzare gateway canadesi per servire il Nord America.