Palermo, Napoli, Cagliari e Trieste. L’estate caldissima dei porti italiani

La governance delle Authority nella rissa tra Lega e Forza Italia. Il ministero alla ricerca di una via d’uscita

Matteo Salvini e Edoardo Rixi

Ultimo aggiornamento 20 agosto 2025 - 21:28

Palermo e Napoli. Ma anche Sardegna e Trieste. E come se non bastasse c’è pure la partita dei segretari generali. Potenzialmente lo scontro sui porti tra Forza Italia e Lega può durare un’eternità.

I fronti aperti e quelli che possono portare a ulteriori crisi sono tantissimi, ma alcuni sono persino più urgenti. Palermo è già sotto ricorso: lo ha annunciato il governatore Schifani che è persino rientrato sull’isola per firmare personalmente il documento che sarà inviato al Tar per sospendere la nomina di Annalisa Tardino. Ieri la neocommissaria, europarlamentare della Lega, si è insediata ufficialmente. E ha provato un contrattacco: «Faccio l’avvocato da 21 anni, nella mia carriera ho visto tanti ricorsi e non mi impressionano – ha detto Tardino – Ho accolto questo mandato con emozione e senso di responsabilità, lo porterò avanti con dedizione assoluta, spirito di servizio nei confronti del governo nazionale, di lealtà nei confronti dell’ente e con eleganza istituzionale.

Le polemiche non mi interessano, non hanno scalfito la gioia che ho provato per la nomina e non interferiscono per nulla con il lavoro che ho subito avviato. Sono felice di essere qui». Il «segno della continuità con la gestione precedente» è un passaggio importante per leggere e capire gli equilibri politici nei porti. Tardino infatti sottolinea che l’ente portuale «sarà la longa manus del governo Meloni e del ministro Matteo Salvini». Nella guerra tra i due partiti di maggioranza manca infatti la forza politica guidata dalla premier Giorgia Meloni: il dossier porti – almeno sulle nomine – è affidato al ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida. E per ora Fratelli d’Italia rimane alla finestra. La scelta della continuità di Tardino è una strizzata d’occhio all’alleato più pesante delle forze di maggioranza, perché Pasqualino Monti è assai stimato dalla formazione politica della premier. «Ho fatto un primo meeting di lavoro con il segretario generale, Luca Lupi – ha detto ancora Tardino – bravissimo tecnico, come sanno tutti, e persona eccezionale. Chiaramente nessuna volontà di agire in maniera diversa rispetto a quello che è stato fatto finora, è sotto gli occhi di tutti che l’ente va benissimo. Quindi continueremo con l’imprinting che ha dato Pasqualino Monti».

Gli altri nodi da sciogliere

Napoli continua ad essere una polveriera. Nella polemica per la nomina di Eliseo Cuccaro si inserisce anche Fulvio Martusciello, il numero uno di Forza Italia in Campania. «I dubbi espressi sull’Autorità portuale di Napoli sono i dubbi di tutto il partito. Mi sembrano evidenti i profili di incompatibilità e di conflitto di interessi che si appalesano nell’indicazione del presidente del porto di Napoli e Salerno», aggiunge. «Ora che questi profili non siano stati rilevati dalla competente commissione Trasporti della Camera – osserva Martusciello – non significa che non potrebbero essere rilevati dall’omologa del Senato». «Non mi piace il clima e l’attesa che si sta creando attorno a questa indicazione. Con Annunziata c’era una sobrietà e un rapporto di grande distanza dagli imprenditori che va mantenuta», conclude il numero uno degli azzurri campani. Il riferimento è al mestiere di Cuccaro che è stato ad del gruppo Alilauro (ora al suo posto c’è l’ex presidente del porto di Civitavecchia Pino Musolino).

Rimangono poi da sciogliere altri due nodi: per Edoardo Rixi e Matteo Salvini quello di Trieste è urgentissimo. Dopo le dimissioni di Antonio Gurrieri in seguito all’indagine sulle consulenze ricevute dall’Estremo Oriente, è arrivato Donato Liguori, alto dirigente del ministero dei Trasporti. Ma è una soluzione temporanea.

L’ultima spina è in Sardegna: Massimo Deiana considera formalmente un pasticcio la nomina di Domenico Bagalà. Per i porti italiani è un’estate caldissima