Pessina suona la sveglia: “Porti del Nord sotto stress, è l’occasione per rilanciare il Mediterraneo”

Il presidente di Federagenti: “L’Italia non può più perdere tempo con dibattiti interminabili su riforma dei porti e nomine dei presidenti”

Paolo Pessina

Ultimo aggiornamento 5 luglio 2025 - 20:03

Genova – «Il minuetto sui dazi, sommato all’ondata di calore e quindi a una siccità che rischia di condizionare la navigabilità delle più importanti vie d’acqua europee sommato a un aumento record delle esportazioni dall’Asia all’Europa con parziale dirottamento di flussi che prima erano destinati ai porti americani. Questo è il quadro di riferimento -. Lo scrive Paolo Pessina, presidente della Federagenti -. Non si può ancora parlare di crisi, ma di certo il sistema logistico Nord europeo, che fa perno su porti come Rotterdam, Amburgo, Anversa, è sotto stress, con ormai un evidente contrazione dei livelli di efficienza, fenomeno di congestionamento, attese anche per le grandi navi oceaniche. E – secondo Pessina – questa situazione che ha precedenti durante la crisi causata dal Covid e quindi con la brusca diminuzione del pescaggio di fiumi come il Reno e l’Elba, schiude una opportunità insperata per i porti del Mediterraneo e italiani in particolare. Un’opportunità unica – sottolinea Pessina – che potrebbe consolidarsi con il ritorno in piena operatività di Suez oltre che ovviamente con un processo di pacificazione nelle aree travolte dalle crisi geo-politiche in atto. In questo quadro di riferimento speriamo, come spesso accaduto in passato, di non farci male da soli. I porti hanno bisogno di governance efficiente subito, il sistema logistico di un abbattimento dei vincoli burocratici, anche utilizzando l’arma dei decreti e persino delle circolari amministrative. Purtroppo non possiamo permetterci il lusso di attendere i tempi comunque lunghi di una riforma dei porti – sottolinea -. Dobbiamo essere efficienti subito anche per porre le basi di un utilizzo economicamente vantaggioso delle nuove infrastrutture in costruzione, man mano che entreranno in servizio, dalla nuova Diga di Genova al Terzo valico, superando anche ogni esitazione relativa ai nodi autostradali da sciogliere subito nell’ottica del fare. Tutti i grandi porti nord europei – conclude Pessina – sono saturi, le chiatte container subiscono a Rotterdam ritardi di 77 ore prima di poter imbarcare e le grandi industrie che da anni hanno ridotto le scorte a magazzino rischiano di bloccare la produzione a causa di un sistema logistico globale che batte in testa. Se non ora, quando? Quando far valere i tre giorni di navigazione in più fra Mediterraneo e Nord Europa, quando far valere lo spostamento a sud del baricentro dei traffici in Europa? Se perderemo questa sfida, la colpa sarà solo nostra, dei dibattiti interminabili sulle scelte dei presidenti dei porti, di una riforma che non si fa, di procedure burocratiche e doganali».