Porti di Roma, parla Latrofa: “No a strappi con il passato”

Genova - Su di lui c’era molta attenzione, perché quella di Raffaele Latrofa alla guida dei porti di Roma - ora in qualità di commissario, poi presidente una volta ultimati i passaggi parlamentari - è una delle nomine finite nel mirino per la loro natura fortemente politica. Voluto fortemente da Fratelli d’Italia, il già vicesindaco di Pisa, Latrofa è arrivato consapevole dell’etichetta, affrontando apertamente il tema alla conferenza di presentazione

Raffaele Latrofa

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:18

Genova – Su di lui c’era molta attenzione, perché quella di Raffaele Latrofa alla guida dei porti di Roma – ora in qualità di commissario, poi presidente una volta ultimati i passaggi parlamentari – è una delle nomine finite nel mirino per la loro natura fortemente politica. Voluto fortemente da Fratelli d’Italia, il già vicesindaco di Pisa – prescelto dopo che in un primo tempo si parlò di Roberto Petri, uomo di fiducia del presidente del Senato, Ignazio La Russa, e addetto alla gestione della cassaforte immobiliare del partito – Latrofa è arrivato consapevole dell’etichetta, affrontando apertamente il tema alla conferenza di presentazione.

 

Il manager pubblico ha infatti assicurato che il suo unico scopo sarà quello di servire il bene di questo sistema portuale: «Assicurerò ascolto, concretezza e piena continuità amministrativa, ma allo stesso tempo darò subito avvio ad un metodo di lavoro improntato all’efficienza, al gioco di squadra e al confronto costruttivo con tutti i soggetti coinvolti». Da buon amministratore, Latrofa ha proposto un programma di cinque punti in continuità col mandato precedente, a sottolineare come le priorità dei porti romani (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta) sono dettate da esigenze di lungo termine, a prescindere da chi pro tempore li governa. Ecco dunque la continuazione delle opere già finanziate, la transizione energetica, l’attuazione della Zona logistica semplificata, l’intermodalità e infine riorganizzazione interna e semplificazione amministrativa. Mossa, quest’ultima, tipica di chi conosce bene la macchina pubblica: Latrofa propone la valorizzazione delle strutture dell’Authority con qualche innesto esterno (magari a supporto del nuovo Piano regolatore) e alcuni interventi nell’organizzazione interna, come la predisposizione di un ufficio per analizzare e intercettare i fondi della Commissione europea.

 

Nel pratico, Latrofa ricorda il suo ruolo di membro della commissione di Valutazione d’impatto ambientale al ministero dell’Ambiente, esperienza che può giovare ai porti romani, in particolare quello di Civitavecchia, dove insistono diversi e importanti progetti, attuati o in discussione (la connessione da terra per l’elettricità alle navi e la dismissione della centrale Enel a carbone per la prima categoria, le pale eoliche in mare per la seconda) che toccano molto da vicino le tematiche ambientali.