«Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi». Il Meeting di Rimini ci mette le citazioni, il ministero dei Trasporti 90 mila euro, pari al valore della fiche stanziata per partecipare all’evento. La frase scelta da Cl per l’edizione di quest’anno è dai Cori da La Rocca di T.S. Eliot. Forse però era più calzante l’inizio: «Il destino degli uomini è fatica infinita». Come la fatica che il governo sta facendo sul fronte dei porti e che sembra davvero senza fine. I ricorsi, il fuoco amico tra alleati di maggioranza, le camarille locali, i conflitti di interesse e persino le inchieste. Non manca niente agli ostacoli che Matteo Salvini e Edoardo Rixi devono ancora superare per dotare le Authority italiane di una governance.
Domani alle 11.30 ci sarà il pellegrinaggio in Romagna: i superstiti, vecchi e nuovi, raggiungeranno la fiera e sotto il cappello di Assoporti, commissari e presidenti si guarderanno tutti in faccia per la prima volta. E soprattutto guarderanno il viceministro, per capire l’aria che tira. Vanno scelti anche i segretari generali, ma ora le priorità sembrano comunque rivolte alla prima linea. Anche perché lo scontro sulle nomine dei porti nasconde qualcosa di molto più politico, come Blueconomy.com ha già spiegato nei giorni scorsi: sono in gioco i rapporti di forza all’interno dell’esecutivo. Lega e Forza Italia sembrano decisamente loquaci mentre si affrontano sulle banchine italiane, Fratelli d’Italia è invece silente. Nessun commento né da Nello Musumeci, ministro del Mare, né da Francesco Lollobrigida, titolare sì dell’Agricoltura, ma anche regista sui dossier delle nomine portuali.
Per questo si fa sempre più strada l’idea che il partito della premier Giorgia Meloni lasci gli sfoghi estivi agli alleati, ma poi a settembre sia pronto a rimettere in riga i partner che stanno gestendo il futuro degli scali. Le urgenze sono due: quella poco nobile fa riferimento alla necessità di trovare un metodo meno scomposto per occupare i posti di comando nelle Authority. La seconda invece è più alta e se possibile più urgente. Il mondo si sta muovendo per ridisegnare lo shipping e il Mediterraneo è alla ricerca di un ruolo dopo la chiusura di Suez. L’India, come spieghiamo in questo numero del nostro magazine, sta investendo miliardi di dollari per cantieri e nuovi porti. La partita delle nomine dovrebbe
tenere conto di questo, non di come ottenere (o evitare) la sospensiva del Tar. Ancora Eliot potrebbe essere d’ispirazione: «Molto da abbattere, molto da costruire, molto da sistemare di nuovo; fate che l’opra non venga ritardata». Sperando nella svolta di Rimini.