Genova – Dovrebbero riprendere la prossima settimana le votazioni alla Commissione Trasporti della Camera e alla Commissione Ambiente e Lavori pubblici al Senato sui nuovi presidenti delle Autorità di sistema portuale. I dibattiti interni alla maggioranza sulle nomine residue nei porti di Palermo e Cagliari stanno allungando i tempi e provocando più di una critica tra i banchi dell’opposizione.
Nelle ultime ore inoltre si è aggiunta la grana di Antonio Gurrieri: il presidente in pectore del porto di Trieste, sostenuto da Fratelli d’Italia, è stato raggiunto da un avviso di garanzia legato ad attività svolte anni fa in ambito privatistico. Il garantismo vorrebbe che non ci si dimette per l’avvio di un’indagine, ma parrebbe che all’interno della maggioranza non tutti la pensino così, specie in una regione (il Friuli-Venezia Giulia) e una città (Trieste) dove la Lega gode di un forte consenso, specie per dare un segnale in un’area (il Triveneto) già molto calda per il centrodestra a causa delle mire di FdI sulla guida del Veneto, oggi retto dal leghista Luca Zaia e per il quale il Carroccio ha giocato e sin qui perso la partita del terzo mandato.
Mentre a Cagliari si rafforza il fronte (sostenuto in primis dall’apparato dell’Authority) che non vuole Federica Montaresi alla guida dell’ente (la manager pubblica è sostenuta dalla Regione di centrosinistra) e parteggia per l’attuale segretario generale Natale Ditel, a Palermo rimane apertissimo il derby interno al centrodestra tra Luca Lupi (sostenuto da Forza Italia e FdI) e l’ex europarlamentare leghista Annalisa Tardino.
E a settembre scadrà la prorogatio di Andrea Agostinelli, aprendosi così anche il caso Gioia Tauro. Alle Camere in questi giorni gira poi un venticello minaccioso – parrebbe originato dal ministero dei Trasporti – secondo cui se non si arriva a una votazione nelle prossime due settimane, il rischio è che salti l’intero pacchetto. In pratica, si ripartirebbe a settembre con nomi diversi. E sarebbe un terremoto.
Al momento, per mercoledì prossimo sono fissate alla Camera le votazioni per gli attuali presidenti in pectore Davide Gariglio (Livorno e Piombino), Eliseo Cuccaro (Napoli), Giovanni Gugliotti (Taranto), Francesco Benevolo (Ravenna), Francesco Rizzo (Messina) e appunto Gurrieri. Su Cuccaro, i deputati del MoVimento 5 Stelle hanno già evidenziato un possibile conflitto di interessi (fino a pochi giorni fa era amministratore unico dell’Alilauro, compagnia armatoriale di primo piano nello scenario partenopeo).
Anche al Senato la votazione è stata rinviata alla prossima settimana. Va detto la Commissione in questa partita segue a ruota l’attività di quella della Camera: quindi la votazione dovrebbe avvenire dopo quella dei deputati, e nel caso dovesse slittare ancora alla Camera, anche il Senato rinvierebbe. Col rischio appunto di arrivare alla sospensione estiva con 11 porti commissariati e 11 presidenti in pectore alla loro guida (10 se arrivasse a Genova-Savona il decreto di nomina di Matteo Paroli, già votato da ambo le Camere e adesso attende l’ufficializzazione da parte del governo).
E sono 10 i nomi che devono essere ancora votati al Senato, se si include anche quello di Matteo Gasparato, presidente in pectore del porto di Venezia in quota FdI, sul quale l’accordo è stato trovato più di recente e che non ha ancora completato le audizioni. Oltre a quelli che dovrebbero essere votati la settimana prossima alla Camera, per il senato ci sono infatti quelli già votati una settimana fa dai deputati, ossia Bruno Pisano (La Spezia e Marina di Carrara), Raffaele Latrofa (Civitavecchia), Francesco Mastro (Bari e Brindisi). —