Porti tedeschi paralizzati dallo sciopero: si ferma il traffico delle merci

Ver.di proclama 24 ore di agitazione in sei scali, compresi Amburgo, Bremerhaven e Wilhelmshaven. Il nodo è il rinnovo del contratto: il sindacato chiede aumenti dell’8,2%, gli operatori offrono il 5,1%

Il terminal di Hhla a Amburgo

Ultimo aggiornamento 19 agosto 2026 - 18:18

I principali porti tedeschi si sono fermati per 24 ore a causa dello sciopero proclamato da Ver.di, il maggiore sindacato dei servizi del Paese. L’agitazione coinvolge circa 11 mila lavoratori impiegati nei terminal container e nelle altre attività strategiche degli scali e ha portato gran parte delle operazioni di movimentazione delle merci a una sostanziale paralisi. Lo sciopero è iniziato nella notte tra lunedì 17 e martedì 18 agosto e ha coinvolto progressivamente sei porti: Amburgo, Bremerhaven, Wilhelmshaven, Brema, Emden e Brake. Ad Amburgo, il principale scalo tedesco, circa 2.100 lavoratori avrebbero aderito alla protesta, partecipando anche a una manifestazione.

Nel mirino ci sono alcuni dei maggiori operatori portuali tedeschi, tra cui HHLA, Eurogate, BLG e J. Müller Weser. A Bremerhaven l’agitazione ha interessato anche i terminal container, le strutture per le automobili e il North Sea Terminal. Le attività dovrebbero tornare alla normalità mercoledì, ma lo stop alimenta il timore di ritardi e accumuli di merci, come già avvenuto durante la precedente vertenza del 2024. Anche Hapag-Lloyd ha avvertito i clienti della possibile presenza di ritardi. Al centro del conflitto c’è il rinnovo del contratto collettivo. Ver.di chiede un aumento salariale dell’8,2%, con un incremento minimo di 2,50 euro l’ora per garantire maggiori benefici alle fasce retributive più basse. Il sindacato punta inoltre a un contratto della durata di 12 mesi.

La controparte, l’associazione degli operatori portuali ZDS, considera invece la protesta sproporzionata. La proposta sul tavolo prevede un aumento del 5,1% delle retribuzioni orarie di base, oltre a incrementi nel 2027 per indennità, ferie e bonus nei grandi terminal container. ZDS propone un contratto di 19 mesi e sostiene che l’offerta sia superiore a quella praticata in altri settori. Il confronto potrebbe riprendere il 24 e 25 agosto ad Amburgo. La posta in gioco non riguarda soltanto i salari: per l’economia tedesca, i porti rappresentano un’infrastruttura essenziale per le catene logistiche e industriali europee.