Porto canale di Pescara, al via i dragaggi

I fanghi, stoccati in un'area portuale, verranno analizzati dall'Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale). Quelli che saranno classificati come rifiuti andranno in un sito che verrà appositamente individuato attraverso una manifestazione di interesse

Il porto di Pescara (foto Adsp)

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:18

I lavori di dragaggio del porto canale di Pescara inizieranno a settembre. Si parte con circa 7.000 metri cubi di materiali: la prima fase, finalizzata a definire le condizioni operative più idonee a ripetere l’intervento in più lotti, dovrebbe concludersi entro la fine del mese. Mentre le attività andranno avanti, “al termine del fermo biologico la marineria potrà operare in condizioni di sicurezza”. Lo hanno annunciato, nel corso di una conferenza stampa, il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, il parlamentare Guerino Testa (FdI), l’assessore regionale Umberto D’Annuntiis, il sindaco Carlo Masci e Riccardo Padovano, in qualità di rappresentate dell’Autorità di sistema portuale. I fanghi, stoccati in un’area portuale, verranno analizzati dall’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale). Quelli che saranno classificati come rifiuti andranno in un sito che verrà appositamente individuato attraverso una manifestazione di interesse. L’Agenzia seguirà tutte le attività di gestione dei fanghi dallo scavo al riutilizzo. Bisognerà dragare 25.000 metri cubi di materiali per contrastare l’insabbiamento naturale. Le operazioni dovrebbero concludersi entro la primavera 2026. L’importo complessivo dell’intervento è di circa 2 milioni di euro. Contestualmente, nell’ambito di un secondo intervento, sarà parzialmente svuotata la vasca di colmata del porto, attualmente piena dei fanghi dragati nel 2013.

“Abbiamo posto in essere le condizioni affinché ci possa essere il primo step del dragaggio di messa in sicurezza del porto canale, ingresso dei moli guardiani Nord e Sud e zona di approdo per i grandi pescherecci a Sud e per i pescherecci medi e piccoli a Nord – ha spiegato Sospiri – Si tratta di un’operazione di grande sinergia portata avanti a livello nazionale. Abbiamo messo l’Autorità di sistema portuale in condizione di avere le risorse economiche per dragare e mettere in sicurezza il porto canale. Quando finirà il fermo biologico, i nostri pescherecci potranno uscire e rientrare in sicurezza. Nel frattempo continueremo a dragare il resto“.