Presentati i ricorsi contro la sentenza del Tar di fine giugno scorso che aveva annullato, dichiarandola illegittima, la valutazione d’impatto ambientale per il progetto del porto turistico crocieristico che la società Fiumicino Waterfront intende realizzare nella zona dell’Isola Sacra, al vecchio Faro.
L’appello è stato notificato dall’Avvocatura di Stato in rappresentanza di ministero dell’Ambiente (Mase) e ministero della Cultura (Mic), e autonomamente, dal Comune di Fiumicino, come soggetto promotore, e dalla Fiumicino Waterfront pronta ad investire oltre 600 milioni di euro per realizzare l’approdo che prevede un accosto per una nave da crociera.
Sarà ora il Consiglio di Stato che dovrà decidere se l’iter per la realizzazione potrà andare avanti o meno. “Si tratta di atti che rientravano nelle previsioni – fa sapere il Comitato dei Tavoli del porto che riunisce le associazioni contrarie al progetto – Nonostante ciò, lascia amarezza constatare come un’Amministrazione comunale che dovrebbe avere come priorità la tutela del proprio territorio abbia scelto di non fermarsi di fronte a una sentenza che ha rilevato gravi criticità, continuando invece a destinare soldi pubblici al sostegno di un progetto che riteniamo lacunoso, inadeguato e finalizzato alla privatizzazione di un tratto strategico della costa della Capitale a beneficio di multinazionali estere, dimenticando la nostra Fiumicino che sorge nel mezzo e che verrebbe completamente compressa dagli interessi privati di transito verso Roma senza adeguate infrastrutture”.
“Questa battaglia non riguarda soltanto l’ambiente – prosegue la nota – Questo progetto non può essere il cavallo di Troia che apre la strada a una progressiva trasformazione e privatizzazione dei litorali italiani, sottraendo spazi e decisioni alla collettività”.