Una schermata di WhatsApp pubblicata per errore e la politica portuale della Spezia finisce, per qualche ora, sotto una lente molto più potente del previsto. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale, Bruno Pisano, ha inavvertitamente mostrato sul proprio stato un messaggio indirizzato a Galeazzo Bignami, esponente di peso di Fratelli d’Italia, nel quale chiede un riscontro sulla possibilità di confermare Federica Montaresi come segretario generale dell’Authority.
Il messaggio è piuttosto esplicito. «So che Roberto Petri ti ha accennato che ho il segretario generale in scadenza nell’Autorità portuale della Spezia», scrive Pisano. E poi: «Io avrei piacere di confermare l’attuale che mi sta dando un grande supporto operativo accogliendo la richiesta di Forza Italia».
Una frase che fotografa senza troppi giri di parole il percorso politico che accompagna una nomina formalmente amministrativa. E che rischia di complicare proprio la conferma di Montaresi, oggi segretaria generale dell’Autorità portuale. Il suo incarico risulta attualmente in scadenza il 31 ottobre.
La casella contesa
La vicenda si inserisce nel lungo risiko che negli ultimi anni ha accompagnato la governance dei porti italiani. Montaresi conosce profondamente l’Authority spezzina: è stata segretaria generale, poi commissaria straordinaria e, dopo l’arrivo di Pisano alla guida dell’ente, è tornata a ricoprire il ruolo di segretaria generale. Nel giugno 2025, nel lasciare il commissariato, aveva ringraziato espressamente il ministro Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi.
Il suo nome, nel frattempo, è comparso più volte nelle partite politiche legate alle nomine portuali. Anche quando Pisano venne indicato alla guida dell’Authority, la componente politica della scelta non fu un elemento secondario: lo stesso Pisano, appena insediato come commissario, parlò di «discussioni e contrapposizioni di natura politica» che avevano complicato la procedura.
Adesso il messaggio pubblicato per errore rende plastico un altro passaggio: Pisano chiede a un esponente di FdI di favorire la conferma di una dirigente indicata nel testo come richiesta di Forza Italia.
Ed è qui che la fotografia rischia di diventare più importante della gaffe. Perché il problema non è soltanto chi abbia visto il messaggio, ma il fatto che una richiesta di natura politica relativa a una posizione interna all’Authority sia finita, involontariamente, alla luce del sole.
La reazione del Pd
La vicenda ha già aperto un fronte politico. Il Pd, con Andrea Orlando, Valentina Ghio e Davide Natale, contesta il metodo emerso dal messaggio e chiede chiarimenti sul percorso della nomina: “Pensavamo che per fare il segretario generale di un’Autorità di sistema portuale servissero competenza, preparazione, conoscenza del porto e risultati. Eravamo convinti che fosse necessario aver già svolto il medesimo incarico negli ultimi anni e averlo fatto con serietà e con l’apprezzamento del territorio. Invece per la destra di Governo tutto questo è inutile, serve essere fedeli al capo. Partiamo da un dato, il ministero svolge un ruolo, in base alla legge, nella scelta del Presidente ma la politica è fuori dalla scelta del Segretario Generale che deve essere una figura tecnica. La destra, che ha già dato il meglio di sé nella scelta dei Presidenti interpretando allegramente i requisiti di competenza, ora si vuole cimentare anche in quella dei segretari attraverso addirittura il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Galezzo Bignami. Un atteggiamento di questo genere mina alle fondamenta la credibilità dell’ente e di chi lo rappresenta. Chiedere il benestare del potente di turno fa pensare al medioevo”.
Stupisce lo stupore degli esponenti Pd: l’influenza dei Dem nella portualità italiana non è mai stata marginale. Ma fa piacere sapere che quando a decidere le nomine era il centrosinistra nessuno si azzardava a chiedere l’ok del potente di turno. Andrebbero però riscritti molti retroscena di quel periodo non così lontano nel tempo.
In ogni caso, la gaffe del presidente del porto è grave e rischia di avere ripercussioni sul futuro dello scalo, almeno sul fronte della governance:come farà adesso Pisano a confermare Montaresi? E anche riuscisse nell’intento, Montaresi rischia di avere cucita addosso un’etichetta politica molto forte.

Il problema adesso è la conferma
Il punto concreto è che la schermata di Pisano può cambiare il percorso della nomina. Montaresi è una figura interna all’Authority e conosce da anni dossier, personale e progetti del sistema portuale. La sua conferma avrebbe anche un elemento di continuità amministrativa.
Ma il messaggio introduce un elemento politico esplicito: la richiesta di conferma viene presentata da Pisano come una richiesta di Forza Italia e viene sottoposta a un esponente di Fratelli d’Italia che chiede a Pisano di aspettare, da come si intuisce nella risposta solo parzialmente visibile.
È difficile sapere, al momento, quale effetto avrà la gaffe. È però evidente che la pubblicazione accidentale ha reso visibile una trattativa che, di norma, resta molto più discreta.
E soprattutto rischia di trasformare la conferma di Montaresi da una scelta amministrativa sostenuta dalla continuità interna all’Authority in una questione politica nazionale. Con Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia chiamati a misurarsi, ancora una volta, sulla casella di un porto strategico.
Il messaggio, almeno su questo, è chiarissimo.