“Il Decreto del Presidente del TAR ha unicamente disposto la fissazione dell’udienza collegiale per la trattazione della richiesta di sospensiva, calendarizzata per il prossimo 9 settembre”. Lo annuncia l’Authority portuale di Palermo. Nelle scorse ore si era diffusa la notizia dell’accogliemnto della richiesta di sospensiva presentata dalla Regione guidata da Renato Schifani che si sta opponendo alla nomina di Annalisa Tardino alla guida dell’Autorità di sistema portuale. “Non vi è pertanto alcuna sospensione né interruzione dell’attività amministrativa e gestionale dell’Ente, che è stata avviata regolarmente e prosegue senza alcuna limitazione” continua l’ente.
Intanto continuano le polemiche politiche all’interno della maggioranza e ora anche dentro al stessa Forza Italia. Secondo il vicepresidente della Camera di Forza Italia Giorgio Mulè, intervistato da La Repubblica, «dalla gestione del partito fino ai rapporti con gli alleati», il presidente della Sicilia Renato Schifani «sta collezionando errori e sbagliando». Mulè non esclude una candidatura in futuro: «Un partito ce l’ho e nell’eventualità di una candidatura alla presidenza della Regione non avrei bisogno di raccogliere le firme, ringrazio per il ripasso normativo il presidente Schifani», afferma, commentando le parole del governatore che gli ricordava la necessità di raccogliere le firme per correre e aggiungendo che «ho imparato a conoscere sulla mia pelle le regole per la presentazione di un candidato alla presidenza in Sicilia» nel 2022, quando la sua candidatura sfumò. «Non so se la carica di presidente della Regione, un giorno, rientrerà tra i miei obiettivi. Per ora c’è Schifani, la persona migliore per il ruolo», assicura Mulè. Guardando al partito in Sicilia «va creata la segreteria. Nell’Isola Forza Italia è apolide, non c’è neppure una sede. Ho chiesto più volte un confronto. Niente». Mulè poi commenta lo scontro col vicepremier Matteo Salvini sui porti: «L’ho trovato bizzarro. Salvini con la Lega è un nostro alleato. Insomma, non si porta un alleato davanti a un giudice per una questione politica, per una nomina che spetta al ministero dei Trasporti e su cui la regione non ha parere vincolante»