L’idrogeno verde è un passo più vicino a scorrere nel porto della Spezia. La fase di consultazione si è chiusa senza proposte alternative a quella presentata dalla genovese BlueEnergy Revolution. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale ne ha preso atto e ha autorizzato gli uffici a passare alle fasi successive per l’affidamento in concessione dell’intervento.
Il cuore del progetto è un impianto di produzione e distribuzione di idrogeno rinnovabile, destinato ai porti della Spezia e di Marina di Carrara, dal valore complessivo di 2,2 milioni di euro. Il disegno ne prevede la realizzazione all’interno della cosiddetta “cabina elettrica galleria subalvea”. Il vecchio modello, da 400 kVA, sarà sostituito con quattro nuovi generatori da 100 kVA l’uno. Lo stesso accadrà presto nella vicina Toscana.
Il documento firmato nelle ultime ore dal presidente Bruno Pisano riguarda la procedura pubblica avviata nei mesi scorsi. La proposta presentata da BluEnergy Revolution comprendeva un progetto di fattibilità tecnico-economica aggiornato, una bozza di convenzione, il piano economico-finanziario, le caratteristiche del servizio e i requisiti del promotore. Una volta ricevuta, l’Autorità portuale aveva pubblicato un avviso per dare evidenza della proposta e consentire ad altri operatori di presentare alternative. Il termine previsto era di 60 giorni. L’iter, però, non ha prodotto concorrenti. Ed è proprio questo l’elemento che consente ora all’ente di Via del Molo di procedere oltre.
Il decreto, infatti, non assegna ancora la concessione, ma prende atto dell’esito della fase pubblicistica e autorizza il Responsabile unico del procedimento e gli uffici a procedere con gli adempimenti necessari per arrivare all’affidamento in concessione di progettazione, realizzazione e gestione dell’impianto per diciotto anni.
Si tratta di «tecnologie di ultima generazione», aveva spiegato il responsabile della Direzione Energia e Ambiente dell’Adsp Mirko Leonardi al Secolo XIX. Tecnologie grazie alle quali l’Adsp si avvicinerà sempre di più all’obiettivo delle emissioni zero. I vantaggi saranno evidenti, prima di tutto in termini di inquinamento. I livelli di ossido di azoto e zolfo crolleranno. E a calare sarà, naturalmente, anche quello dell’anidride carbonica nell’aria delle due città.
D’altro canto, La Spezia e Marina di Carrara confermano così la loro vocazione a “porti laboratorio”. Terreno di ricerca e innovazione per tecnologie in grado di strizzare l’occhio a transizione energetica e sostenibilità.