Riforma dei porti, confronto a distanza tra Musumeci e Rixi sull’iter da seguire

Attualmente sono dieci su sedici le Authority commissariate. Ma altri capitoli richiedono interventi urgenti che non possono attendere. Così Rixi ha annunciato che in un prossimo decreto sulle infrastrutture troverà posto anche il lavoro portuale

Edoardo Rixi

Ultimo aggiornamento 9 aprile 2025 - 01:00

Roma – «Oggi Rotterdam da sola movimenta più merci di tutto il sistema portuale italiano messo insieme. È inaccettabile», ha detto ieri a Roma il viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, intervenuto all’assemblea di Fedepiloti. Il ministero è al lavoro da due anni sulla riforma, che ormai è alle battute finali. L’obiettivo è chiudere entro la fine dell’anno, ma resta da definire l’iter che dovrà essere seguito. Ne ha parlato nel suo intervento in video anche il ministro del Mare, Nello Musumeci, «Quest’anno – ha detto – avremo la riforma dei porti che il ministero delle Infrastrutture sta elaborando e che passerà poi al comitato interministeriale delle politiche del mare che la esaminerà e approfondirà con tutti i ministeri coinvolti». Musumeci ha chiesto ai piloti e a tutti gli operatori di inviare spunti per la riforma «che esaminerà il comitato che ho l’onore di presiedere».

Rixi ha ricordato che la riforma ha l’obiettivo di «disciplinare le singole Authority, perché non si facciano concorrenza fra loro, creando una squadra di cui faranno parte anche i servizi tecnico-nautici». Per quanto riguarda l’iter del testo, Rixi ha detto che «sono terminate tutte le istruttorie, aspettiamo la trafila istituzionale». Per Rixi più che il comitato interministeriale («ha soltanto funzione di sintesi iniziale») avrà un ruolo centrale il Parlamento, dove saranno discussi gli eventuali emendamenti. Con la bozza ormai definita, il prossimo passaggio dipenderà dalla forma che prenderà. «Il governo – ha detto Rixi – deve decidere quale strumento vuole utilizzare, perché questo implica scelte».

Se infatti si procederà con il decreto legge, spiega il viceministro, il perimetro di intervento sarà più ristretto, ma i tempi più rapidi. Se invece il governo opterà per il disegno di legge, ci sarà la possibilità di intervenire in maniera più ampia, ma i tempi si allungheranno. La scelta non è stata ancora fatta.

Intanto, se in un primo momento sembrava che bisognasse aspettare la riforma per il rinnovo dei presidenti delle Autorità portuali, adesso si punta a chiudere questo capitolo più rapidamente, nelle prossime settimane. A mancare sembra essere soltanto la casella di Napoli. Attualmente sono dieci su sedici le Authority commissariate. Ma altri capitoli richiedono interventi urgenti che non possono attendere. Così Rixi ha annunciato che in un prossimo decreto sulle infrastrutture troverà posto anche il lavoro portuale. Il viceministro non ha anticipato i contenuti, ma «già adesso con il decreto interverremo sul lavoro in banchina e sul ricambio generazionale, prima della riforma», ha detto.