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Rixi: “Ecco perché è importante riformare i porti” / VIDEO

Il governo italiano punta alla creazione di un veicolo societario che consenta di blindare e gestire con maggiore flessibilità i fondi destinati ai porti, superando le rigidità procedurali della pubblica amministrazione che rischiano di frenare lo sviluppo degli scali nazionali. Lo ha affermato il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, nel corso del suo intervento all’assemblea di Federagenti, evidenziando le difficoltà causate da un bilancio dello Stato “fortemente sclerotizzato nella procedura”.

Rixi ha spiegato che, sebbene le Autorità portuali debbano mantenere “una gestione diretta ovviamente delle attività portuali” per “continuare a fare quello che sanno fare”, il sistema attuale sconta forti limiti burocratici. “Noi facciamo molta difficoltà oggi a incanalare fondi quando le Autorità portuali non riescono a rispettare determinate scadenze”, ha ammesso il viceministro, sottolineando come l’introduzione di una società dedicata consentirebbe invece di “bloccare fondi regolarmente sui pluriennali, qualora ci siano dei problemi”, garantendo che le risorse “rimangano sempre in ambito portuale e non vadano perse”. Il progetto si inserisce in un quadro di necessaria modernizzazione e proiezione internazionale degli scali italiani, in un momento in cui il ministero sconta forti carenze di organico e i vincoli normativi “non compensano sul sistema pubblico delle flessibilità che sono necessarie in un mondo che cambia rapidamente”. Rixi ha citato l’esempio dei profondi mutamenti avvenuti negli ultimi 15 anni nei porti della Turchia, spiegando che “non hanno paragone con l’andamento degli scali del nostro paese”. Senza un cambio di passo, secondo l’esponente del governo, l’Italia rischia di rimanere ai margini della competizione globale: “Se noi non affrontiamo un mondo che cambia rapidamente, rischiamo di rimanere schiacciati, quando invece l’Italia, nel cuore del Mediterraneo, può sostituire meglio la sua posizione geografica e il suo ruolo di cerniera tra l’Europa, il continente africano e il Mediterraneo stesso”.

03 Luglio 2026 - 14:07