Genova – Dopo lo slittamento del voto alla Camera sul presidente in pectore dell’Autorità di sistema portuale del mar Ligure occidentale, Matteo Paroli, si è verificato un altro cambiamento nell’iter per le nomine ai vertici delle Adsp e adesso il timore fra gli operatori delle banchine è che le governance restino scoperte fino a settembre.
Ieri dovevano essere votati in Senato i pareri su alcuni dei nomi proposti dal ministero delle Infrastrutture, ma il presidente dell’VIII commissione, Claudio Fazzone, si è allineato a quanto già deciso dalla commissione Trasporti della Camera, facendo slittare il voto. I pareri saranno accorpati in un’unica votazione. «Il presidente propone – recita la comunicazione del senatore Fazzone – che al fine di conformarsi a quanto già convenuto dalla omologa Commissione della Camera dei deputati le votazioni di tutte le proposte di nomina relative ai Presidenti delle Autorità di sistema portuali non ancora concluse abbiano luogo una volta che il Governo avrà completato la trasmissione di tutte le proposte alle Camere».
Attualmente è proprio lo stesso Paroli l’unico per cui è stato espresso il parere, positivo, al Senato, mentre il passaggio alla Camera non è ancora avvenuto. Questa settimana inoltre in Senato ci sono state le audizioni di Francesco Mastro per l’Authority che fa capo a Bari e Brindisi, Giovanni Gugliotti per Taranto, Rosario Antonio Gurrieri per Trieste e Francesco Benevolo per Ravenna. Ieri si aspettava il parere del Senato su questi quattro nomi e su quelli di Davide Gariglio per Livorno e Piombino e di Francesco Rizzo per lo Stretto di Messina. Il termine per l’assegnazione dei pareri è il 9 giugno. Oltre a questi sei nomi e a quello di Paroli il ministero ha indicato Bruno Pisano per La Spezia, mentre sono commissariati, ma senza indicazioni, Civitavecchia e il sistema Napoli-Salerno.
Fonti governative hanno voluto tranquillizzare le comunità portuali affermando che il ministero delle Infrastrutture e Trasporti «deciderà sulle nomine entro metà giugno».
Per la maggioranza la decisione di accorpare i pareri delle commissioni parlamentari è puramente tecnica e dovuta anzi alla necessità di non dilatare i tempi. In ballo in Parlamento in questi giorni ci sono diversi provvedimenti che il governo considera urgenti e che hanno compresso i tempi di discussione, a partire dal decreto Sicurezza, per cui si è lavorato anche in notturna e su cui c’è stato l’ostruzionismo della minoranza, a quello Infrastrutture, che richiede a sua volta audizioni e lavori in commissione, a quello sull’Intelligenza artificiale, con 350 emendamenti in contemporanea. L’accorpamento della votazione sui presidenti delle Autorità di sistema portuale risponde quindi a una domanda di efficienza, l’iter procede e sarà completato entro l’estate.
Diverso il parere della minoranza. Lorenzo Basso, vice presidente dell’VIII commissione in Senato, spiega che «fra audizione e votazione del parere è sufficiente una settimana. Noi siamo disponibili, ma evidentemente sono intervenute altre dinamiche». Più esplicita Valentina Ghio, commissione Trasporti della Camera: «Continua la telenovela. I porti sono ostaggio dell’indecisione delle diverse anime politiche della maggioranza»