Stati Uniti: le autorità portuali spingono per il nucleare e chiedono meno burocrazia

Alla convention annuale dell'American Association of Port Authorities (Aapa) si è parlato di molti temi, in particolare delle lungaggini nelle opere infrastrutturali e dell'avvento della propulsione atomica nelle navi commerciali

Il porto di Los Angeles Long Beach

Ultimo aggiornamento 1 ottobre 2026 - 19:05

Si è chiusa la convention annuale dell’American Association of Port Authorities (Aapa) a New Orleans, in Louisiana. Nei tre giorni di incontri e dibattiti che si sono svolti dal 28 al 30 settembre, salta subito all’occhio la vasta partecipazione: oltre novecento partecipanti in rappresentanza di una novantina di scali.

Di queste settantadue ore di discussione sono stati due i temi prevalenti: la necessità di far avanzare sempre più in fretta le opere infrastrutturali e l’avvento del nucleare marittimo nella navigazione commerciale.

Non c’è però solo questo, come ha ricordato il presidente e amministratore delegato dell’Aapa Sang Yi nel suo discorso d’apertura: gli Stati Uniti visti dai moli portuali sono in un momento di grande trasformazione che coinvolge “la cantieristica, le infrastrutture portuali e la base industriale marittima”.

Scali atomici

Ma anche se ci sono state discussioni tecniche sui fondi federali per lo sviluppo degli scali, la formazione di forza lavoro specialistica e gli investimenti nei siti produttivi navali, al centro dell’attenzione sia dei media che degli addetti ai lavori c’è stata proprio la sessione dedicata alle navi a propulsione atomica e allo sviluppo dei piccoli reattori modulari per le imbarcazioni e di centrali nucleari galleggianti per alimentare i crescenti fabbisogni energetici dei porti statunitensi.

Nel panel che ha ospitato il capo della Maritime Administration (Marad) Stephen Carmel, l’amministratore delegato del porto di Long Beach Noel Hacegaba e il suo collega Jeff Pollack di Corpus Christi, in Texas, si è parlato proprio di questo. Hacegaba, che ha iniziato un progetto per realizzare un reattore di nuova generazione insieme alla Marad e alla startup nucleare californiana Bluecore Energy per alimentare lo scalo industriale più grande della Costa Occidentale.

Per capire la necessità: è stato fatto un esempio facile. Attualmente Long Beach consuma l’energia necessaria a illuminare 79 mila abitazioni.  Nel 2050 ci vorrà l’equivalente energetico di 150 mila abitazioni.

In Texas, Corpus Christi ha invece la stessa necessità degli omologhi californiani, con un’apertura alla sperimentazione di approdi dedicati alle navi nucleari. Il dibattito insieme con gli imprenditori Mikal Bøe di Core Power (azienda britannica incaricata di sviluppare un nuovo modello di imbarcazione atomica dal Dipartimento dei Trasporti) e Kofi Asante di BlueCore Energy è poi virato sui requisiti tecnici necessari per realizzare questa svolta per fare a meno del petrolio.

Il ruolo del governo federale

Meno tecnico e più politico, invece, l’intervento di Andrew Farquharson, alto dirigente del Dipartimento del Commercio, che in uno slot dedicato alla “nuova era di dominio industriale statunitense“: Farquharson ha parlato sia degli investimenti stranieri della Corea del Sud e del Giappone, sia dei programmi federali dedicati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale nella cantieristica per velocizzare le consegne dei nuovi bastimenti.

Proprio all’accelerazione dei programmi in corso è stato dedicato lo speech del sottosegretario all’esercito Lee Forsgren che ha annunciato l’avvio di una task force nazionale dell’Army Corps of Engineers dedicata ai dragaggi dei fondali marittimi per ridurre i ritardi e fare un uso migliore delle navi dedicate alla rimozione dei detriti per impiantare nuove infrastrutture marittime.

Fosgren ha anche dichiarato che “bisogna costruire nuove strutture e non scartoffie“, annunciando la riduzione delle tempistiche di valutazione dei nuovi lavori e che il Genio sta pianificando un uso migliore degli scavatori portuali, in modo da non andare incontro a lungaggini inutili.

Infine, un’ultima notizia è quella riguardante lo sviluppo di una mappa interattiva delle acque statunitensi chiamata Wotus (Waters of the United States) in modo da dare ai potenziali sviluppatori di nuovi progetti un quadro chiaro della giurisdizione federale. Wotus dovrebbe essere attiva tra circa 18 mesi.

Anche sulla cantieristica il mantra che accomuna i numerosi panel è sempre quello: serve andare più velocemente. Ed evitare le lungaggini e i ritardi del passato, come il triste primato che nel 2022 ha attribuito proprio al porto di Long Beach la palma poco invidiabile di porto da container meno efficiente del mondo secondo un’analisi della Banca Mondiale.