Genova – L’estate si preannuncia calda per i maggiori porti italiani: i lavori sulla rete ferroviaria e la soppressione di convogli riguarderanno oltre ai passeggeri anche i servizi cargo, con inevitabile travaso di merce sulla gomma e con i camionisti che già oggi in molti porti lamentano condizioni di congestione. E infatti si allarga a un numero sempre maggiore di porti la congestion fee che le associazioni dell’autotrasporto intendono applicare alla merce per le ore di coda passate ai varchi portuali. Dopo Genova e La Spezia, dove è già in vigore, e dopo la proposta di estenderla a Livorno e Venezia, il prossimo porto in cui potrebbe comparire è quello di Napoli, come afferma il presidente dell’associazione di settore Unatras, Paolo Uggè.
“È necessario intervenire – afferma Uggè – per evitare che i costi delle inefficienze si scarichino sull’anello più debole, gli autotrasportatori. I tempi passati in coda vengono conteggiati nell’orario di lavoro che è limitato dalle norme Ue. A Genova è stata trovata un’intesa coi committenti (sulla congestion fee, ndr), si sta discutendo anche a Livorno, Venezia e Napoli”. L’addizionale per le code dell’autotrasporto, ricorda il coordinatore nazionale container di Trasportounito, Giuseppe Tagnochetti, “entrerà in vigore il 15 giugno a Venezia e il primo luglio a Livorno”. Per quanto riguarda Venezia la trattativa è in corso. Il presidente degli spedizionieri locali, Andrea Scarpa, sottolinea però: “Magari avessimo un ingolfamento di merce, si sono inventati una cosa che non esiste, qui arrivano soltanto navi piccole, feeder. Mi opporrò strenuamente”.
La questione delle code ai varchi negli scorsi anni è stata invece uno dei temi caldi nel porto della Spezia. E quest’anno, a livello nazionale, è entrata nell’ultimo decreto Infrastrutture, che proprio su richiesta delle associazioni dell’autotrasporto ha visto introdotto all’articolo 4 un nuovo computo dei termini di attesa al carico e allo scarico nei terminal, che sono stati ridotti. Ricorda Uggè: “È una norma soddisfacente da noi voluta assieme al ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Lo spirito non è quello di vedersi riconosciuto economicamente il tempo passato in coda, ma indurre a migliorare il sistema organizzativo, creando condizioni che non siano penalizzanti per nessuno”.
Questa estate però la congestione ai varchi invece che migliorare potrebbe aggravarsi, soprattutto per quanto riguarda i porti di Genova e La Spezia, i più importanti per il traffico container, a causa dei cantieri ferroviari che porteranno alla sospensione di molti servizi anche fra Liguria e Pianura Padana.
L’operatore logistico Kuehne+Nagel ad esempio ha avvertito i propri clienti: “Diverse interruzioni significative della linea ferroviaria avranno ripercussioni sul trasporto merci su diverse tratte fino a dicembre 2025”. A essere interessate in vari modi le linee Gioia Tauro-Bologna, Padova con tutti i porti, tutte quelle col porto di Genova, da Segrate verso Trieste e La Spezia e quelle coi porti della Spezia e di Livorno e Ravenna. Secondo Mario Disegni, consigliere degli spedizionieri lombardi di Alsea, ci sarà un passaggio di merce dal treno alla gomma che peggiorerà la congestione ai varchi portuali: “Questa situazione andrà a incidere sul nodo ligure, il più importante a livello nazionale. I cantieri ferroviari erano previsti, quello di cui invece avremmo bisogno sono migliori accessi stradali ai terminal. Non è possibile che l’unica soluzione alle code sia far pagare di più la merce”.
Non è un caso che nel mondo dell’autotrasporto, come racconta Tagnochetti, si parli addirittura di navi che hanno cambiato destinazione proprio a causa della soppressione dei collegamenti fra Padova e il porto di Genova. La merce avrebbe preferito andare a sbarcare direttamente in Adriatico. “Le ferrovie che chiudono per noi sono un’opportunità di lavoro, ma anche un aumento del disagio dovuto alle congestioni che rafforzano la necessità delle congestion fee. Fra l’altro le chiusure dei servizi ferroviari avvengono proprio durante un periodo di peak season, che ormai dura per tutto luglio fino a metà agosto”.