Tarros, un piano per crescere: dal Terminal del Golfo agli investimenti sui container

Il gruppo, che partirà presto con i lavori in banchina, ha anche assunto 37 persone e attivato 23 tirocini in dodici mesi

Il Terminal del Golfo di Tarros alla Spezia

Ultimo aggiornamento 26 agosto 2026 - 18:30

Il futuro di Tarros prende forma tra banchine, rotaie, strade e tecnologie. È lungo questi assi che si sta sviluppando il lavoro del gruppo, con l’obiettivo di rafforzare infrastrutture e servizi e, al tempo stesso, rendere più integrata la rete che fa capo alla Spezia. Dall’ampliamento del Terminal del Golfo al rinnovo dei container, dalla digitalizzazione dei processi alle nuove sinergie, fino agli investimenti sulle persone: è un programma che guarda ai terminal, ma anche a quanto avviene prima e dopo il passaggio in porto.

Programma di investimenti

Il gruppo Tarros ha presentato un articolato programma di investimenti e interventi operativi che interessa l’intera supply chain. Accanto agli incontri con potenziali partner strategici, per valutare la condivisione di progetti e nuove opportunità di sviluppo, il dossier più rilevante riguarda l’avvio dei lavori di ampliamento del Terminal del Golfo. L’appalto è stato aggiudicato al raggruppamento temporaneo di imprese formato da Carlo Agnese, Set e Ferraloro. Saranno loro, nelle prossime settimane, a occuparsi di un intervento che prevede il prolungamento della banchina, attraverso la realizzazione di un nuovo molto lungo 165 metri, oltre all’aumento delle aree operative e di stoccaggio.

Nuovi container

Ed è proprio nel nuovo terminal che troveranno spazio container di ultima generazione. Dopo aver introdotto sul mercato il Container Certificato, il gruppo ha scelto unità caratterizzate da specifiche superiori. Un primo lotto di 350 contenitori da 20 piedi è già stato acquistato e sarà consegnato a breve. Altri ordini seguiranno nei prossimi mesi. L’obiettivo, spiegano dalla Spezia, è “mettere progressivamente a disposizione dei clienti attrezzature sempre più moderne, affidabili e adatte a proteggere al meglio le merci durante tutte le fasi del trasporto”. A tal proposito, da settembre Tarros introdurrà un’estensione della copertura della responsabilità vettoriale per i trasporti effettuati su territorio italiano. I clienti potranno richiederla: sarà garantita attraverso gli strumenti assicurativi messi a disposizione dalla società.

Quotazioni più rapide

Le trasformazioni, però, non riguardano soltanto ciò che si muove tra porti, strade e ferrovie. Tarros prosegue anche il percorso di trasformazione digitale anche sul fronte commerciale, grazie a un nuovo software per la gestione delle quotazioni. La soluzione, destinata all’intero network, “consentirà di rendere il processo commerciale più rapido, preciso e trasparente, riducendo i tempi di risposta e migliorando il customer service offerto”, aggiungono dalla società.

La crescita di Carbox

Questo programma di crescita coinvolge anche Carbox, con una strategia articolata su più direttrici. La prima: il consolidamento della rete italiana. La seconda: il potenziamento della flotta. La terza: la progressiva digitalizzazione dei processi operativi. Nell’area di Pomara, adiacente al Terminal del Golfo, la società ha inoltre realizzato un nuovo hub destinato allo stoccaggio e alla gestione di container vuoti e pieni, compresi quelli refrigerati.

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Assunzioni e tirocinio

Al centro del percorso, comunque, restano le persone. Anche su questo fronte, Tarros ha voluto offrire una panoramica della situazione. Nel 2025 sono state effettuate 37 nuove assunzioni e attivati 23 tirocini, mentre il turnover in uscita si è attestato al 2,41%. Oggi il 14% dei dipendenti ha meno di 30 anni, il 47% un’età compresa tra i 31 e 50 anni. La formazione, invece, raggiunge una media di 22 ore annue per lavoratore, a conferma di un investimento importante sulle competenze. Perché, come sottolineano dal gruppo, “la crescita passa attraverso donne e uomini”.