Crescono del 6%, nei primi sette mesi dell’anno, i traffici nel porto di Ravenna ma il mese di agosto fa registrare i primi segni di rallentamento. Secondo i dati definitivi diffusi dall’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, tra gennaio e luglio 2026 lo scalo romagnolo ha movimentato complessivamente 16.630.383 tonnellate di merci, quasi un milione in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Gli sbarchi sono cresciuti del 7,1%, mentre gli imbarchi sono calati dell’1,5%; le navi in arrivo sono state 1.516, otto in meno rispetto al 2025. Tra i comparti in crescita spiccano l’agroalimentare (+7,3%, trainato dai cereali), i materiali da costruzione (+8,4%), le materie prime per la ceramica del distretto di Sassuolo (+6,1%) e i prodotti petroliferi (+18,1%). In calo invece i prodotti metallurgici (-1%) e quelli chimici (-9,8%), mentre i container restano stabili. Sul fronte crocieristico, i passeggeri sono aumentati del 52,8%, superando quota 193.000. Per agosto, però, la stima indica un calo del 21,2% rispetto allo stesso mese del 2025, dovuto soprattutto al calo degli agroalimentari solidi e liquidi e dei prodotti siderurgici.
Le cause, spiega l’Autorità portuale, sono l’esaurimento della quota trimestrale di import siderurgico senza nuovi dazi Ue e il blocco dei porti ucraini per l’intensificarsi del conflitto con la Russia. Pesa anche il calo degli oli vegetali, legato al cambio delle modalità di erogazione degli incentivi Gse. Includendo la stima di agosto, la crescita complessiva tra gennaio e agosto fa segnare un +2,5%. “Il porto di Ravenna – osserva in una nota il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, Francesco Benevolo – mantiene una crescita complessiva dei traffici superiore al 2,5% e questo ne testimonia il buono stato di salute e la dinamicità.
Ciononostante la traiettoria positiva di questi mesi non deve indurre a sottovalutare i segnali di rallentamento emersi nel mese di agosto che, seppure previsti, dimostrano la vulnerabilità anche del nostro scalo di fronte agli attuali scenari macroeconomici internazionali”. Per Benevolo sono necessari il sostegno di Governo e Regione e la continuità degli investimenti infrastrutturali già avviati, e “fondamentali” per garantire “resilienza e competitività nel lungo termine” al porto.