Il Gruppo Grimaldi, in risposta agli articoli apparsi su alcuni organi di stampa riguardo il rischio per la stagione di “porto modello” a Trieste, respinge recisamente i contenuti delle dichiarazioni attribuite a Samer secondo cui “Mit e Adsp intimano a Dfds di fare spazio ai traghetti Grimaldi”»: così in una nota il gruppo partenopeo che fa capo a Emanuele Grimaldi chiarisce la propria posizione riguardo alle notizie in arrivo dallo scalo giuliano. La nota affonda ulteriormente il colpo: «Un plauso dovrebbe essere rivolto al Gruppo Grimaldi per aver interrotto il monopolio che esisteva tra il porto di Trieste e l’area commerciale di Istanbul/Marmara».
Il Secolo XIX sta seguendo le vicende dei porti italiani che attendono il rinnovo della governance e nel frattempo devono confrontarsi con i problemi quotidiani delle banchine. Trieste è uno di questi, assieme a altri come ad esempio Napoli, Palermo e Cagliari. Tutti porti che hanno in corso importanti progetti di sviluppo. A Trieste, dove il commissario Antonio Gurrieri si è dimesso alla vigilia della nomina a presidente dell’Authority in seguito all’apertura di indagini nei suoi confronti, si è creata una dialettica fra compagnie che si contendono gli spazi per il traffico ro-ro. Nel settembre 2024 Grimaldi ha portato una nuova linea fra Trieste e la Turchia al terminal Plt di Hhla, che si è rapidamente allargata fino a essere operata da tre navi lo scorso marzo. Si è così aperta un concorrenza anche a colpi di ribasso dei noli con la danese Dfds, già presente a Trieste e rappresentata dall’agenzia Samer. Si sono anche creati problemi di smaltimento delle merci ai varchi con conseguenti ingolfamenti: problemi che la stessa Hhla, sentita da Il Secolo XIX, ha riconosciuto per il passato, affermando però che adesso sono risolti.
Dfds, cliente di Plt, ma anche titolare di un proprio terminal, ha poi annunciato che avrebbe riportato le proprie tariffe a livelli di mercato, senza seguire quelle di Grimaldi, ma il ceo della compagnia, Thorben Karlsen, ha recentemente ammesso che «nel Mediterraneo abbiamo registrato progressi, ma meno del previsto». Enrico Samer ha recentemente sottolineato a Il Secolo XIX che a Trieste c’è sempre stata libera concorrenza fra operatori (oltre a Dfds, Alternative, Ulusoy, Ege, Bkt), ma che l’arrivo della nuova linea non ha contribuito a far crescere il traffico ro-ro fra la Turchia e Trieste, togliendo soltanto volumi a chi era già presente. L’unico aumento, dice Samer, è arrivato dalla linea di Dfds con l’Egitto.
Anche su questo, Grimaldi fornisce la propria lettura: «È opportuno chiarire che Alternative Roro (una compagnia marittima attiva sulla stessa linea, ndr) non era più da molto tempo un concorrente di Dfds, essendo stata acquisita proprio da quest’ultima. Mentre Ulusoy serve solo la zona di Çeşme, a 600 chilometri da Istanbul, e pertanto non può essere considerata una vera e propria concorrenza. Di fatto, bastano questi dati a dimostrare che prima dell’arrivo del Gruppo Grimaldi vigeva su Trieste un vero e proprio monopolio di Dfds». Prosegue la nota, su quello che viene considerato un punto dirimente della questione: «Tale monopolio si è consolidato non solo in modo orizzontale con l’acquisizione di Alternative Roro (ad un prezzo molto più alto del valore di mercato), ma anche in maniera verticale, ossia alzando le barriere all’ingresso e acquisendo a prezzi molto più alti del valore di mercato aziende leader in Turchia nel settore della logistica e dei trasporti, come Ekol, eliminando implicitamente la possibilità per queste aziende di imbarcare con il Gruppo Grimaldi. Mosse, queste, chiaramente anti-concorrenziali».
Un altro tema è quello della concessione di Dfds: un terminal che secondo Samer è già pienamente utilizzato e non permette ulteriori sviluppi. Replica il Gruppo Grimaldi, rovesciando le argomentazioni della concorrenza: «Nonostante l’aumento dell’impiego di navi nelle linee Italia-Turchia, il mercato è cresciuto solo del +5%, il che dimostra che Dfds, pur avendo un terminal a Trieste, lasciando la metà degli ormeggi e delle banchine vuote nel proprio terminal, non ha sfruttato appieno le proprie potenzialità pur di creare un boicottaggio nei confronti del Gruppo Grimaldi. Dfds dispone di tutto lo spazio necessario per operare nel terminal Samer di Trieste, ma continua a inviare le proprie navi al terminal Plt per ostacolare il traffico del Gruppo Grimaldi, generandovi congestione e confusione con lunghe file di attesa di camion, che infondatamente pretende di addebitare alle navi Grimaldi». E spiega: «Nonostante questo vero e proprio fuoco di sbarramento, il Gruppo Grimaldi è riuscito a conquistare negli ultimi mesi circa il 45% del mercato Italia-Istanbul/Marmara, area in cui DFDS aveva il monopolio. Ecco la vera ragione delle polemiche». Per Grimaldi non c’è stata una guerra dei noli, ma soltanto tariffe più competitive grazie ai risparmi permessi da tecnologia e economie di scala.
«La quota del mercato Italia-Turchia – conclude la nota – del Gruppo Grimaldi, pari al 40% nel 2024, anno di avvio dei servizi della compagnia, era precedentemente movimentata da Dfds nel proprio terminal di Trieste. Oggi, fare concorrenza sleale al gruppo partenopeo utilizzando le banchine del terminal Plt anziché le proprie, pur disponibili, oltre che boicottando in ogni modo le autorizzazioni da esso chieste in Turchia non è il comportamento che ci si aspetta da un gruppo importante e consolidato come quello danese»