Gioia Tauro – Una delegazione della Wista (l’associazione internazionale delle donne che lavorano nei trasporti marittimi e nel commercio globale) ha fatto tappa all’Autorità di sistema portuale di Gioia Tauro. La delegazione, presieduta da Costanza Musso, ha assistito a una presentazione delle attività e delle strategie di sviluppo degli scali gestiti dall’ente. Il gruppo è stato poi ricevuto in Capitaneria di porto dal segretario dell’Adsp, Pasquale Faraone, dal comandante della Capitaneria, Nicola Silvestri e dalla responsabile della comunicazione dell’Adsp, Concetta Schiariti.
Il porto di Gioia Tauro è stato costruito negli anni Settanta come infrastruttura industriale per la siderurgia e riconvertito negli anni Novanta dall’imprenditore genovese Angelo Ravano, nel più grosso porto di transbordo italiano. Oggi ci lavorano circa 3.000 persone di cui 1.600 assunte in modo diretto e il suo giro di affari rappresenta oltre la metà del Prodotto interno lordo generato dai privati in Calabria.
Si tratta di una struttura che copre 1,8 milioni di chilometri quadrati con 3,5 chilometri di banchina dove due grandi navi, da 24.000 teu, possono affiancarsi senza problemi grazie ai fondali e alla dimensione della struttura portuale. Attualmente il Medcenter Container Terminal (Mct, parte del gruppo Msc attraverso la controllata Til) opera con 32 gru in banchina e può arrivare a stoccare 70 mila teu. Nel 2025 ha movimentato 4,5 milioni di teu.
Carmela De Maria, responsabile tecnica dell’Adsp, ha spiegato i nuovi progetti legati all’elettrificazione di banchina, un’infrastruttura strategica capace di garantire una potenza complessiva di 160 megawatt con nove prese elettriche su 1,5 chilometri, a cui si uniscono investimenti infrastrutturali in aree e in servizi ai lavoratori portuali. Accompagnate dalla direttrice logistica Rosy Ficara e dalla responsabile finanza Anna Bocaletto, la visita è proseguita al Terminal Auto Automar, gestito da Automar Logistics (società partecipata dai gruppi Grimaldi, Bertani e Mercurio) che opera, in forte espansione, un’area di 320 mila metri quadrati dedicata alla movimentazione di veicoli, con un ampliamento in corso anche nella zona retroportuale per circa 40 mila metri quadrati, con possibilità di stoccaggio di 17 mila auto e dove transitano oltre 100 mila auto all’anno che arrivano con navi-garage, e vengono poi consegnate in tutta Italia dalla logistica specializzata del gruppo. Nell’area in concessione alla Automar si trova una scassa per i traghetti tutto merci. La visita è terminata alla mensa dell’Automar con uno scambio di esperienze professionali.
Il tema della leadership femminile nella portualità italiana
La presenza della Wista a Gioia Tauro si inserisce in un percorso più ampio di riflessione sulla presenza femminile ai vertici del sistema portuale nazionale. Come l’Osservatorio sulla presenza femminile nella Blue economy di prossima presentazione – realizzato dalla società di ricerca Prometeia per la Wista e dalla Federazione del Mare – ha ben evidenziato, la presenza femminile nel settore marittimo è ancora molto limitata ma proprio per questo caratterizzata da donne particolarmente appassionate e preparate.
I numeri della presenza femminile sono ancora impietosi, non si arriva ad un 20% ma si scende al 2% se si considera le banchine e le donne imbarcate. Unico faro di uguaglianza di genere sono le Autorità portuali, dove la presenza femminile si assesta sul 46% con un 30% di dirigenti, ma questi dati positivi scompaiono quando si arriva alla governance, dove l’ultima tornata di nomine del 2025-2026 ha portato un’unica donna alla presidenza a Palermo, Annalisa Tardino e solo, per ora, due donne segretario generale: Federica Montaresi alla Spezia-Marina di Carrara e Giusy Marabello a Messina.
L’attività della Wista a Gioia Tauro serve a rilanciare l’impegno dell’associazione nel promuovere la parità di genere e la valorizzazione della leadership femminile nei settori marittimo, portuale e logistico, in un momento in cui il tema della rappresentanza ai vertici resta centrale nell’agenda del settore. La Wista (Women’s International Shipping & Trading Association) è un’organizzazione internazionale di donne con ruoli chiave e posizioni dirigenziali nei settori marittimo, commerciale e logistico.
La sua missione è attrarre più donne nell’industria marittima e sostenerle in posizioni dirigenziali facendo rete e formando, con la convinzione che la diversità di genere sia fondamentale per un
futuro sostenibile per l’industria marittima a livello internazionale. L’associazione, nata nel 1974, cresce ogni anno e conta circa oltre 6.200 socie in 62 Paesi in tutto il mondo. La Wista sostiene la creazione di rapporti commerciali nazionali e internazionali tra i propri membri.
La Wista Italy nasce a Genova nel 1994 dalla volontà di cinque socie fondatrici. Oggi ne conta 126. Nel direttivo attuale siedono la presidente, Costanza Musso (Cavaliere del lavoro e amministratrice delegata del gruppo Grendi); la vice presidente Gabriella Reccia (avvocato, direttrice legale del gruppo Nova Marine Carriers); le referenti Caterina Cerrini (coordinatrice dell’Accademia italiana della Marina mercantile) ed Elena Piga (responsabile vendite della Stolt Tank Containers); la tesoriera Manuela Indaco (amministratore unico della Angelo Perez
& C.); la responsabile della comunicazione, Cinzia Borghi (amministratrice delegata della Mistral Marine Solutions).