C’è un momento, nella vita di una nave, in cui un viaggio non è più soltanto un viaggio. Per Costa Fortuna quello cominciato il 4 settembre dal Pireo è l’ultimo con i colori di Costa Crociere. Sette notti tra le isole greche e la Turchia, poi l’addio definitivo alla compagnia italiana dopo 23 anni di servizio.
A bordo si può ancora respirare l’atmosfera della vecchia Fortuna, ma il conto alla rovescia è cominciato. Gli ultimi passeggeri possono imbarcarsi anche a Istanbul, prima di attraversare un itinerario che tocca Santorini, Rodi, Mykonos ed Heraklion. L’11 settembre, con lo sbarco degli ultimi ospiti Costa, si chiuderà un capitolo lungo quasi un quarto di secolo.
La nave, 103 mila tonnellate, non andrà però in pensione. Cambierà semplicemente vita. Dopo la stagione nel Mediterraneo orientale, sarà consegnata in Europa a Margaritaville at Sea, diventando la nave più grande della compagnia americana. Poi arriverà il passaggio in cantiere, in Irlanda del Nord, dove Harland & Wolff la trasformerà profondamente.
Nata nel 2003 per Costa Crociere nei cantieri italiani di Fincantieri, Fortuna appartiene alla famiglia progettuale derivata dalla classe Destiny di Carnival. Ora dovrà cambiare pelle: gran parte degli interni e degli spazi pubblici sarà ridisegnata secondo lo stile Margaritaville, con nuovi ristoranti, bar e aree tematiche.
Tra le novità ci sarà anche il 5 o’Clock Somewhere Bar, uno dei marchi della compagnia, insieme a una nuova proposta gastronomica pensata per il mercato americano.
Il nome cambierà in Beachcomber e la nuova vita comincerà all’inizio del 2027. Da gennaio la nave partirà da PortMiami per crociere da quattro a otto notti nei Caraibi e alle Bahamas, con scali a Cozumel, Freeport, Grand Cayman e altre destinazioni della regione.
È una trasformazione che racconta anche l’evoluzione del mercato. Una nave costruita più di vent’anni fa per la grande stagione della crescita mediterranea di Costa viene ora riposizionata sul mercato americano, dove continuerà a navigare ancora per molti anni.
Per Costa, invece, il saluto alla Fortuna è la fine di una storia cominciata nel 2003. Per la nave è soltanto l’ultimo giorno di una vita e il primo di un’altra.