Doveva essere una crociera da sogno per cani e padroni, con tanto di maggiordomo personale per ogni famiglia, concorsi in costume, sfilate, aree per gli spruzzi, toelettatura e massaggi. Alla fine, però, a viaggiare sono rimaste soprattutto le promesse. La “Cruise Tails“, la prima crociera interamente dedicata agli amici a quattro zampe, prevista lo scorso novembre sulla Islander di Margaritaville at Sea in partenza da Tampa, non è mai salpata. E per alcuni clienti anche il rimborso sembra avere difficoltà a prendere il largo.
Secondo il sito dell’organizzatore, la maggior parte dei passeggeri che avevano prenotato ha ricevuto il proprio denaro. Per gli altri, invece, la situazione è più complicata: i fondi sarebbero stati congelati da un intermediario dei pagamenti e Cruise Tails sostiene di aver avviato azioni legali per recuperarli.
La crociera avrebbe ospitato fino a 250 cani insieme ai rispettivi proprietari e, almeno sulla carta, non avrebbe lesinato sulle coccole. Ogni famiglia avrebbe avuto a disposizione un “pet butler”, mentre il programma prevedeva concorsi di costumi, parate canine, aree dedicate ai giochi in acqua, toelettatori e perfino massaggi per gli animali. Un vero resort galleggiante per chi considera il proprio cane un membro della famiglia, con l’unico dettaglio che la nave non è mai partita. Il progetto era stato presentato come una novità nel settore delle crociere tematiche. Nel 2024, prima dell’apertura delle prenotazioni, il presidente di Cruise Tails, Steve Matzke, aveva spiegato a Travel Weekly che gli agenti di viaggio non avrebbero potuto prenotare le cabine per conto dei clienti della prima partenza. L’iniziativa era organizzata in collaborazione con Expedia Cruises di West Orlando.
Margaritaville at Sea ha precisato di non aver gestito le prenotazioni né incassato direttamente i pagamenti dei passeggeri. “Come avviene per le crociere charter nel settore, le questioni relative a rimborsi o prenotazioni devono essere rivolte all’organizzatore del charter, Cruise Tails, che è responsabile di tali aspetti”, ha spiegato un portavoce della compagnia. Il sito di Cruise Tails indica che, mentre sono in corso le iniziative legali nei confronti del processore dei pagamenti, l’organizzazione non può fornire ulteriori dettagli.
Tra i clienti ancora in attesa c’è una coppia che aveva speso 7.000 dollari per partecipare alla crociera insieme al proprio Pomerania. L’uomo ha raccontato all’emittente ABC della Florida che, a distanza di mesi, non aveva ancora ricevuto il rimborso. “Non riesco a credere che qualcuno possa semplicemente prenderti 7.000 dollari”, ha detto. Il caso ricorda, con una certa ironia, che anche nel mondo delle crociere per animali esiste una regola fondamentale: prima di pensare al massaggio del cane e al suo costume da gala, sarebbe meglio assicurarsi che la nave parta davvero. Per ora Cruise Tails resta una crociera fantasma: niente traversata del Golfo del Messico, niente parate sul ponte e, per alcuni passeggeri, ancora nessun ritorno dei soldi spesi per imbarcarsi.