Genova – Dopo la commessa da record firmata a inizio anno con il gruppo crocieristico Ncl (quattro navi per un valore unitario di 2,25 miliardi di euro, le navi passeggeri più costose della storia), la Fincantieri bissa in piccolo con un successo commerciale nel settore del lusso. Finalizzando il contratto con il gruppo inglese Abercrombie & Kent, proprietario della compagnia crocieristica di lusso Crystal Cruises, il gruppo navalmeccanico ha incassato un ordine da 1,7 miliardi (di dollari) per la costruzione di due navi da 61 mila tonnellate di stazza lorda ciascuna: il prezzo per singola nave è quindi 850 milioni di dollari l’una.
Per fare un paragone sul mercato, giusto a febbraio la Fincantieri ha consegnato per lo stesso prezzo alla compagnia tedesca Tui la nave “Mein Schiff Relax”, che però è grande oltre due volte e mezzo (161 mila tonnellate) le unità della commessa Crystal. A marzo, tra l’altro proprio per l’armatore Ncl, la Fincantieri consegnò la “Norwegian Aqua”, 156.300 tonnellate sempre al valore di 850 milioni di dollari.
Navi di stazza simile e categoria di lusso, quindi simili alle Crystal, contrattualizzate una decina di anni fa, come la Regent Seven Seas Explorer, furono realizzate dalla Fincantieri per un valore di 450 milioni di dollari. Le navi “Explora” (63 mila tonnellate ciascuna) per il marchio di lusso Explora Journeys di Msc – contratto firmato nel 2018 – hanno un costo unitario poco superiore al mezzo miliardo di euro.
L’apprezzamento delle navi di lusso (più piccole, ma in proporzione più costose rispetto alle sorelle premium o mass market in flotta) è evidente già da qualche anno: basti pensare che le due navi ordinate nel 2019 alla Fincantieri dalla Oceania (che fa sempre parte del gruppo Ncl), poco più grandi delle Crystal, hanno un valore unitario di 650 milioni di dollari. Le Crystal saranno realizzate a Marghera e consegnate tra il 2028 e il 2032. Il prezzo dell’operazione è formalizzato dalla law firm inglese Norton Rose Fulbright, advisor legale della banca statunitense Citi, alla guida del pool finanziario che ha garantito un pacchetto di finanziamenti sostenuti da crediti all’esportazione al gruppo Abercrombie & Kent, che vede tra l’altro nella cordata anche la Bper insieme al Montepaschi e Cdp.