La vecchia nave della Royal Mail colpita a Hormuz

La St Helena, ultima nave passeggeri britannica a mantenere un servizio di linea oceanico, era già rimasta intrappolata nel Golfo. Ora è stata centrata da un proiettile nello Stretto

Ultimo aggiornamento 15 settembre 2026 - 16:11

Era già diventata una delle immagini più singolari della crisi di Hormuz: una vecchia nave passeggeri britannica, costruita per collegare il Regno Unito con alcune delle isole più isolate dell’Atlantico e l’Africa australe, bloccata nel Golfo Persico mentre il conflitto ridisegnava le rotte della navigazione mondiale. Ora la St Helena è anche una delle navi colpite nello Stretto di Hormuz.

L’unità da 6.800 tonnellate di stazza lorda, costruita nel 1989, è stata raggiunta lunedì da quello che le autorità marittime britanniche hanno definito un «proiettile sconosciuto». L’attacco è stato segnalato dalla Uk Maritime Trade Operations sulla base di una fonte verificata. Non risultano danni alla nave né conseguenze ambientali.

La notizia assume un significato particolare per la storia della St Helena. Pochi giorni fa era emerso che la nave, rimasta nel Golfo con l’ultima posizione AIS nota a Dubai, non avrebbe potuto rispettare un nuovo impegno commerciale: una crociera in Antartide programmata da novembre per Terra Nova Expeditions. Il noleggio triennale è stato trasferito alla Vestland Adventurer, un’altra nave storica, costruita addirittura nel 1972.

Per Terra Nova la St Helena non era una nave qualsiasi. La sua storia costituiva una parte importante dell’identità del progetto commerciale: era stata costruita proprio per garantire un servizio di linea fra la Gran Bretagna, Ascension Island, Saint Helena e il Sudafrica. Un collegamento oceanico che appartiene a un’epoca ormai quasi scomparsa.

Conosciuta affettuosamente come «RMS», la St Helena è rimasta fino al 2018 l’ultima nave passeggeri commerciale al mondo a operare un servizio di linea in acque profonde. Per decenni ha collegato Saint Helena al resto del mondo, quando l’isola non disponeva ancora di un aeroporto e il mare rappresentava l’unico vero collegamento con l’esterno.

È proprio questa nave, con una storia legata alla posta, ai passeggeri e alle rotte dell’Atlantico meridionale, a trovarsi oggi nel punto in cui la geopolitica sta mettendo alla prova la navigazione commerciale globale.

L’attacco non sembra aver provocato conseguenze materiali. Ma il fatto che la St Helena sia stata raggiunta da un proiettile nello Stretto fotografa la profondità della crisi: a Hormuz non sono esposte soltanto le grandi petroliere e le navi portacontainer che rappresentano il cuore del commercio mondiale. Anche una nave passeggeri di nicchia, vecchia di quasi quarant’anni e ormai destinata a un futuro fatto di crociere esplorative, può trovarsi sulla traiettoria del conflitto.

La St Helena era rimasta intrappolata perché la crisi aveva già reso impraticabile il passaggio che avrebbe dovuto consentirle di tornare verso le sue prossime destinazioni. Adesso il rischio è diventato concreto: quella stessa acqua che ne impedisce la partenza è diventata anche il teatro di un attacco.

La vecchia Royal Mail Ship, nata per tenere insieme territori lontani dell’Impero britannico, si ritrova così al centro di una delle crisi marittime più delicate degli ultimi decenni. Non per il ruolo che ha nel commercio mondiale, ma proprio per la sua vulnerabilità. A Hormuz basta essere nel posto sbagliato perché anche una nave quasi fuori dal tempo finisca dentro la guerra.