Ancora profondo rosso per Meyer Werft: il bilancio del celebre cantiere navale tedesco si è chiuso di nuovo con una perdita netta di 383,8 milioni di euro. C’è stato si un miglioramento rispetto al segno negativo per 569,2 milioni del 2024, ma la strada per il risanamento dei conti è ancora lungo. Ricordiamo che lo stabilimento di Papenburg è stato fondato nel 1795, è stato per 12 generazioni una questione della famiglia Meyer: a seguito della grave crisi che l’ha colpito è passato ormai da 2 anni in mano pubblica.
Infatti il governo federale della Bassa Sassonia e quello statale hanno contribuito con 400 milioni di euro di capitale per rilevare temporaneamente (così si diceva) l’80% del cantiere navale tedesco che comprende anche il sito di Rostock. Ad oggi il lavoro per riportare in careggiata Meyer è ancora lungo e questo fa vedere quanto è sfidante la costruzione di navi da crociera e che non è semplice far quadrare i conti.
Leggendo frettolosamente il bilancio però salta agli occhi un sontuoso +107% per quel che riguarda i ricavi che sono passati dai 1,37 miliardi nell’esercizio precedente ai 2,83 miliardi di euro di quello del 2025. Questo numero però non deve ingannare: infatti è il risultato tipico di chi opera nel mercato delle navi da crociera dove circa il 90% del valore della commessa viene riscosso al momento della consegna dell’unità. Quindi i conti sono influenzati profondamente da questa variabile e nel caso del 2025 Meyer ha visto consegnare due navi, Asuka III a NYK Cruises e Disney Destiny per Disney Cruise Line. Hanno contribuito anche due unità passeggeri fluviali realizzate da Neptun Werft a Rostock e i lavori di completamento della Disney Adventure svolti a Wismar. Nel 2024 invece era stata consegnata una sola nave (Disney Treasure), mentre il 2026 vedrà la voce “zero” nella lista delle consegne con conseguente drastica flessione dei ricavi prevista per l’esercizio corrente.
La crisi di Meyer si prolunga da tempo e già negli anni passati era stata ridotta la forza lavoro e di conseguenza la produzione nel sito tedesco da 3 a 2 navi da crociera all’anno. Il cantiere ha dovuto poi raccogliere quasi 2,8 miliardi di euro per finanziare le sue attività dopo il ristagno della domanda di nuove costruzioni avvenuto a causa del Covid-19. Le nuove commesse che sono state acquisite dopo la pandemia a condizioni più favorevoli di mercato per il cantiere sono quelle che fanno sperare nel risanamento finanziario della società. Infatti grazie all’adeguamento del prezzo finale al costo maggiorato delle materie prime e di tutti gli extracosti della catena di fornitura le commesse attualmente nel portafoglio ordini saranno decisamente più remunerative per Meyer. Infatti le navi consegnate negli ultimi anni erano al prezzo bloccato prima della pandemia, una volta terminate queste commesse nel 2025, dovrebbe diventare più facile raddrizzare la situazione finanziaria del gruppo.
Le difficoltà delle catene di fornitura, la guerra in Ucraina e l’aumento dei prezzi di materiali, energia e credito hanno modificato profondamente i costi del settore. Ora il cantiere lavora ancora non al massimo delle sue capacità: deve consegnare due navi a Carnival Cruise Line, concludere la classe “Wish” per Disney Cruise Line e allo stesso tempo avviare una nuova serie di tre navi per la compagnia americana. Ma la svolta potrebbe essere la definizione attuativa della commessa per la classe New Frontier con MSC Crociere (4+2 navi in opzione).
Il dato che però misura meglio il progresso del risanamento in corso è l’EBITDA, cioè il risultato dell’attività operativa prima di interessi, imposte e ammortamenti. Anche questo valore resta negativo, ma è passato da meno 527,6 milioni nel 2024 a meno 251,8 milioni nel 2025. L’attività cantieristica a Papenburg continua a macinare risorse e l’obbiettivo è di farla tornare redditizia con la consegna delle prime commesse acquisite dal post-covid, quindi dall’esercizio 2027.