Ritz-Carlton, conti ancora negativi: le perdite a 146 milioni di dollari

La compagnia ultra lusso fatica a pendere il largo: il tasso di occupazione scende ancora.

Ultimo aggiornamento 5 settembre 2026 - 14:31

Cruise Yacht Upper HoldCo Ltd., società madre della compagnia ultra-luxury Ritz-Carlton Yacht Collection, ha pubblicato i risultati del suo bilancio intermedio non certificato relativo al secondo trimestre 2026 conclusosi lo scorso 30 giugno. La perdita netta è aumentata a 146 milioni di dollari, rispetto ai 78 milioni di dollari registrati nello stesso periodo dell’anno precedente, principalmente a causa degli oneri finanziari pari a 74 milioni di dollari.

L’EBITDA rettificato invece è risultato negativo per 5 milioni di dollari, in miglioramento rispetto ai -14 milioni di dollari del 2025. Questo dimostra che il risanamento della società procede ma siamo ancora lontani da quella macchina da soldi che i soci fondatori si erano immaginati ancora prima della pandemia. Gli osservatori più critici vedono invece una corrispondenza tra l’aumento della flotta e quello delle perdite che indica come il marchio non sia ancora stato “digerito” dal mercato.

Grazie all’incremento della flotta, Ritz-Carlton Yacht Collection ha registrato ricavi dalla vendita delle crociere pari a 103 milioni di dollari nel secondo trimestre del 2026, con un incremento del 42% rispetto all’anno precedente, soprattutto grazie alla prima volta che le sue tre navi hanno operato insieme per un intero trimestre. I ricavi da inizio anno hanno raggiunto i 195 milioni di dollari, con un incremento del 67%. Le prenotazioni sono aumentate del 35% nel trimestre, raggiungendo i 103 milioni di dollari, mentre le prenotazioni da inizio anno hanno toccato la cifra record di 237 milioni di dollari, con un incremento del 46%.

La tariffa media giornaliera per passeggero è aumentata del 7% nel trimestre, raggiungendo i 1.993 dollari, e del 14% da inizio anno, arrivando a 1.840 dollari. La compagnia ha attribuito questo incremento al miglioramento degli itinerari, alla disciplina dei prezzi e a quella che ha definito una crescente notorietà del marchio. Il tasso di occupazione si è attestato al 51% sia per il trimestre che per il periodo da inizio anno, in calo rispetto al 57% e al 54% dell’anno precedente. E qui si può vedere il bicchiere “mezzo pieno” o “mezzo vuoto”: nel settore crocieristico vedere viaggiare a mezza capacità le proprie navi vuol dire limitare il potenziale del marchio e non riuscire a distribuire i costi fissi su un flusso di cassa maggiore.

Per compagnie mass market questo sarebbe un dato disastroso, diverso però per un marchio extra-lusso. Infatti qui per non svalutare il valore del prodotto tendenzialmente non si fanno offerte al ribasso per incentivare il riempimento delle navi. La compagnia infatti non ha applicato sconti per riempire la maggiore capacità disponibile. Comunque la decrescita del tasso di occupazione non è così negativa visto che i giorni di crociera disponibili per i passeggeri sono aumentati del 50% nel trimestre, con la flotta che è cresciuta a tre navi, e del 55% da inizio anno.

I repeaters hanno rappresentato circa il 22% degli ospiti che hanno viaggiato nel trimestre e il 23% degli ospiti che hanno prenotato da inizio anno.

Da inizio anno, l’EBITDA rettificato è stato negativo per 24 milioni di dollari, rispetto ai -47 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente.

Avvenimento importante dal punto di vista finanziario di questo trimestre è stato l’accordo sottoscritto il 21 maggio tra la società e i creditori per il differimento di 171 milioni di dollari di rate di ammortamento previste per i finanziamenti Ilma e Luminara, originariamente in scadenza tra dicembre 2025 e dicembre 2027. Tali importi saranno rimborsati in rate uguali da gennaio 2028 a gennaio 2033. Risolta questa “grana”, il giorno successivo (22 maggio) gli azionisti hanno iniettato 167 milioni di dollari, portando il totale degli apporti di capitale per il 2026 a 192 milioni di dollari.

Questa fotografia finanziaria infine fa pensare che non vedremo nuove commesse di RCYC per i prossimi anni, almeno fino a quando la capacità attuale non verrà saturata.