Genova – Il leggendario transatlantico United States è partito da Filadelfia per il suo ultimo viaggio con destinazione Mobile (Alabama) dove verrà preparato per il suo destino finale: l’affondamento controllato per farne la barriera corallina artificiale più grande del mondo.
Perché questa nave è stata così importante? Perché rappresentava l’orgoglio della marina mercantile statunitense, ultima vincitrice del Nastro Azzurro alla stratosferica velocità di 35,59 nodi (circa 66 km/h) sulla rotta verso l’Europa e poi anche sul percorso inverso. Le sue turbine generavano la spaventosa potenza di 248mila cavalli. Alle prove in mare era riuscita a raggiungere i 44 nodi, velocità che la rendeva un trasporto truppe ideale per gli Stati Uniti nel periodo della Guerra fredda; infatti era convertibile a fini militari e aveva una capacità di 15mila soldati.
Ma di quella magnificenza tecnologica ormai non resta che uno scafo arrugginito da decenni di disarmo e il suo ultimo viaggio sta avvenendo a rimorchio visto che il suo potente apparato motore è ridotto ormai ad un ammasso di tubi che si è deteriorato in anni di inattività. Dal 1996 lo United States era abbandonato a Filadelfia, mentre era stato tolto dal servizio attivo come nave di linea nel lontano 1969, quindi aveva navigato solamente per 17 anni essendo entrato in servizio nel 1952.
Il viaggio verso Mobile dovrebbe durare circa due settimane alla velocità di circa 5 nodi. All’arrivo, la nave comincerà il processo per la sua rinascita in barriera corallina artificiale mentre ditte specializzate rimuoveranno i materiali pericolosi, tra cui parti non metalliche e carburante per garantire che questo affondamento sia non dannoso per l’ambiente che al contrario ha l’obiettivo di migliorare.
Saranno inoltre apportate modifiche alla sua struttura per garantire che quando la nave verrà fatta affondare, si adagerà in posizione verticale sul fondale. Il processo di preparazione dovrebbe durare circa 12 mesi. In questo periodo dovrebbero venire rimosse anche sue parti che poi verranno riutilizzate a fini museali. Tra queste si parla anche di uno dei suoi iconici fumaioli.
La posizione esatta dove la nave proseguirà i suoi giorni non è stata ancora definita, ma si prevede che sarà a circa 20 miglia nautiche a sud dell’area di Destin-Fort Walton Beach. Essendo la nave destinata a diventare la barriera corallina artificiale più grande del mondo, la storia della “Big U” verrà raccontata a migliaia di subacquei di tutto il mondo mentre esploreranno le sue caratteristiche uniche. Sarà inoltre utile all’ecosistema circostante e diventerà la casa di innumerevoli specie marine che prospereranno grazie alla presenza della sua struttura.
Purtroppo questo è comunque un triste epilogo per gli amanti della storia navale, altri liner del passato sono stati invece preservati (con non poche difficoltà) come la Queen Mary a Long Beach, la Queen Elizabeth 2 a Dubai e il Rotterdam nell’omonima città. Gli Stati Uniti hanno una lunga esperienza nella conservazione delle vecchie navi più iconiche della Us Navy, esempio più popolare è la portaerei Uss Intrepid musealizzata a New York.
Purtroppo per l’ammiraglia della loro flotta passeggeri non c’è stata volontà politica di preservarla per i posteri nonostante i lodevoli sforzi della “Ss United States Conservancy”. Quest’ultima, dopo aver perso la vertenza contro il proprietario del molo dove si trovava la nave da 29 anni, ha gettato la spugna e ceduto la nave alla contea di Okaloosa: è a carico di quest’ultima il progetto di trasformazione della nave in barriera corallina artificiale.