Atene si riappropria del mare: riparte il maxi progetto da 320 milioni sulla baia di Faliro

Obiettivo: trasformare 54 ettari di waterfront in un grande parco metropolitano, battezzato “Aenaon”

Spiaggia sulla baia di Faliro

Ultimo aggiornamento 20 agosto 2025 - 22:03

Per secoli Atene ha vissuto voltando le spalle al mare. La capitale greca, culla della democrazia e della cultura mediterranea, si è sviluppata attorno all’Acropoli e ai suoi quartieri storici, lasciando la fascia costiera a funzioni portuali e industriali. Ora però la città sembra pronta a ricucire il suo rapporto con l’acqua. Con la gara d’appalto lanciata in agosto dalla Regione Attica, riparte ufficialmente il progetto di rigenerazione della baia di Faliro, uno dei più ambiziosi interventi urbani in corso nel Paese.
Parliamo di un investimento da 320 milioni di euro, sostenuto in gran parte dai fondi di coesione dell’Unione Europea. Obiettivo: trasformare 54 ettari di waterfront in un grande parco metropolitano, battezzato “Aenaon”, pensato come un continuum verde affacciato sull’Egeo. Non un semplice giardino urbano, ma un nuovo paesaggio in cui la natura torna protagonista e convive con spazi per sport, cultura e tempo libero: piste ciclabili, percorsi pedonali, cinema all’aperto, piscine e zone per eventi.
Il progetto, ispirato ai principi del New European Bauhaus, promette di cambiare la percezione stessa di Atene. L’Acropoli resterà il simbolo identitario, ma il mare diventerà finalmente un’estensione naturale della città. “Trasformiamo i piani in cantieri”, ha dichiarato il premier Kyriakos Mitsotakis, sottolineando come sia stato necessario un forte impegno politico per superare anni di blocchi burocratici.
In effetti, la riqualificazione della baia non è nuova. Già tra il 2016 e il 2019 erano stati avviati lavori infrastrutturali, rimasti però incompiuti per mancanza di fondi e di visione strategica. Oggi il contesto appare diverso: Bruxelles ha dato il via libera a un piano finanziario chiaro e la Regione Attica punta a consegnare l’opera entro il 2029.
Le ricadute vanno oltre l’estetica urbana. Un parco di questa scala significa riduzione delle isole di calore, incremento della biodiversità, spazi pubblici accessibili che migliorano la qualità della vita. Ma significa anche turismo e sviluppo economico: un waterfront rigenerato può diventare attrazione internazionale, in grado di rivitalizzare l’immagine di Atene e creare nuove opportunità per il commercio e la ristorazione locale.
La scelta del nome “Aenaon” – che in greco evoca l’idea di qualcosa di perpetuo, senza fine – è quasi una dichiarazione d’intenti: il mare e la città tornano a parlarsi, questa volta per restare uniti. Se i tempi saranno rispettati e le risorse ben gestite, la baia di Faliro potrà segnare una svolta storica: Atene non sarà più soltanto la città dell’Acropoli, ma anche una capitale mediterranea che vive e respira con il suo mare.