Concessioni, l’Ue boccia la riforma dell’Italia. Assobalneari: “Basta diktat”

Il portavoce della Commissione europea: "Cerchiamo una soluzione costruttiva"

Ombrelloni in spiaggia (foto d'archivio)

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:19

“Il dialogo con le autorità italiane prosegue per garantire che si possa raggiungere una soluzione costruttiva in merito alle concessioni balneari in Italia. In questo contesto, posso effettivamente confermare che il 7 luglio è stata inviata in Italia una lettera, nell’ambito del nostro dialogo con il governo italiano, proprio in questa direzione, per trovare una soluzione costruttiva con i nostri amici italiani”. Lo dice il portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier, nel briefing quotidiano con la stampa, interpellato su notizie di stampa secondo cui l’Ue avrebbe bocciato la riforma per i balneari decisa dal governo italiano.

Assobalneari, difendiamo le spiagge, basta diktat dall’Europa

“Ancora una volta da Bruxelles arriva un diktat che sa di ricatto: le proposte del governo italiano sulle concessioni balneari vengono bocciate da funzionari non eletti, che nessuno conosce e nessuno ha mai votato, ma che pretendono di decidere il destino delle nostre coste e delle migliaia di famiglie che da generazioni lavorano per dare al turismo italiano un volto umano, accogliente, vincente”. Così Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Italia Federturismo Confindustria, commenta la lettera inviata dall’Ue all’Italia.

“Ma stavolta – continua Licordari – l’Italia non può piegarsi. Il Tavolo tecnico di Palazzo Chigi, con il lavoro di ben nove ministeri e i rappresentanti delle regioni, lo ha detto a chiare lettere: la risorsa in Italia non è scarsa. Le nostre coste non sono un bene limitato, non c’è alcun motivo per metterle a gara e svendere il frutto del lavoro di intere comunità a multinazionali pronte a fare razzia delle nostre spiagge. E allora diciamolo forte: basta svendere l’Italia. Basta accettare lezioni di ‘mercato libero’ da chi, in realtà, vuole solo spalancare le porte ai potenti dell’Europa del Nord. Vogliono farci credere che la Bolkestein sia un obbligo? Falso! È una scelta politica. E se Bruxelles pensa di piegarci con le sue minacce, stavolta si sbaglia di grosso”.

Per il presidente di Assobalneari, “l’Italia deve alzare la testa. Basta sottomettersi a un’Europa che tratta gli Stati membri come vassalli e non come popoli sovrani. Le nostre spiagge non sono in saldo. Non sono un regalo da fare a chi specula dall’estero. Sono un patrimonio nazionale, costruito da lavoratori italiani con decenni di sacrifici, tasse pagate e investimenti. Il governo ha il dovere morale e politico di resistere: nessuna svendita, nessuna gara che distrugga l’economia balneare. Se Bruxelles continuerà con il suo atteggiamento da tiranno burocratico, Roma deve reagire. La sovranità del nostro Paese viene prima di ogni trattato, prima di ogni direttiva scritta da tecnocrati che non conoscono nemmeno la nostra realtà. Questa non è solo una battaglia per le imprese balneari. È una battaglia per l’Italia”.

Balneari: Stefanazzi, un’altra bocciatura dell’Europa al governo

“Promesse cadute nel nulla e una soluzione che oggi viene messa seriamente in discussione anche dalla Commissione Ue: è questo il penoso bilancio del Governo Meloni sulla questione balneari. Un tema sul quale in campagna elettorale tutti i partiti di maggioranza hanno giurato che mai e poi mai avrebbero applicato la “odiosa” direttiva Bolkestein, e poi, una volta al Governo, hanno dato vita a una toppa peggiore del buco.” Così Claudio Stefanazzi, deputato del Pd, componente della commissione Finanze.

“Le regole scritte dalla destra per favorire le gare sono sbagliate e inique, come diciamo dall’inizio. E infatti oggi tutti gli enti locali interessati si guardano bene dal far partire i bandi per paura di gravissimi contenziosi. Nel frattempo la ministra Santanché si è volatilizzata e Raffaele Fitto non dice più una parola. È questa la strategia del Governo per risolvere un nodo decennale che riguarda uno dei settori cruciali della nostra economia? Giocando a nascondino con imprese che danno lavoro a migliaia di persone?”

Simiani (Pd), dopo tagli Pac altro disastro coppia Meloni-Fitto

“Sui balneari per il governo Meloni è un disastro su tutta la linea che graverà sicuramente sul futuro delle imprese del settore. La responsabilità di questo fallimento è della destra che ha impedito di fatto qualsiasi soluzione condivisa portando a 1.700 giorni la procedura di infrazione dell’Europa nei confronti dell’Italia. I problemi non si risolvono da soli, come vorrebbe la premier e il commissario Fitto che, dopo i tagli alla Pac, portano a casa un’altra debacle”. Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani, commentando – si legge in una nota – “i pesanti e numerosi rilievi della Ue alla bozza di decreto ministeriale sulle concessioni delle spiagge”.