Acque cristalline, spiagge da cartolina e un controllo sanitario sempre più rigido: anche quest’anno l’Unione europea certifica che oltre l’85% delle acque balneabili del continente sono “eccellenti” secondo i più severi standard comunitari. Il dato arriva dal Bathing Water Report, pubblicato a fine giugno dall’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) in collaborazione con la Commissione europea. Un documento atteso da turisti, autorità locali e operatori del settore turistico, che mappa la qualità di oltre 22.000 siti di balneazione in tutti i 27 Stati membri, più Albania e Svizzera.
I numeri parlano chiaro: il 96% dei siti monitorati ha superato la soglia minima di sufficienza, ma la vera notizia è che in cinque Paesi — Cipro, Bulgaria, Grecia, Austria e Croazia — oltre il 95% delle acque sono risultate eccellenti, ovvero perfettamente sicure per il bagno, con livelli di batteri fecali pressoché assenti.
I migliori mari d’Europa: Slovenia, Lituania e Cipro in vetta
Per chi sogna una vacanza al mare all’insegna della salute e del rispetto ambientale, le coste dell’Europa sud-orientale sono una garanzia. Al primo posto per qualità delle acque costiere si piazzano Slovenia e Lituania, con il 100% dei rispettivi siti classificati come eccellenti. Certo, i numeri assoluti sono modesti — appena 21 siti per la Slovenia, 16 per la Lituania — ma riflettono una gestione scrupolosa del territorio.
Più significativo è il dato di Cipro, dove su 123 siti costieri, il 99,2% ha ottenuto la massima valutazione. Seguono Bulgaria (97,8%), Croazia (97,1%) e Grecia (97%), tutte con centinaia di località analizzate. Le spiagge greche, con quasi 1.730 punti monitorati, confermano la reputazione del Paese come destinazione di eccellenza per gli amanti del mare.
I laghi più puliti? Austria e Finlandia battono tutti
Se il mare non è un’opzione, laghi e fiumi europei offrono alternative altrettanto affascinanti. In questo ambito, le sorprese arrivano dall’Europa centrale e settentrionale. Austria e Finlandia guidano la classifica delle acque interne più pulite, rispettivamente con il 95,8% e il 93,8% dei siti valutati come eccellenti. L’Austria, in particolare, brilla per l’elevato numero di siti analizzati (260), tra cui il celebre Gosausee nelle Alpi Salisburghesi. Anche la Germania raggiunge un ottimo risultato (90,9%), seguita da Italia (88,3%) e Lituania (83,8%).
Va segnalato che Bulgaria, Grecia e Romania hanno ottenuto il 100% di eccellenza per le acque interne, ma su numeri molto bassi: appena 1-4 località ciascuna, il che rende il dato statisticamente meno rilevante.
Italia: promossa, ma non tra le migliori
Con oltre 5.500 località balneabili, l’Italia è uno dei Paesi con il maggior numero di siti monitorati. Il 90,6% delle sue acque costiere e l’88,3% di quelle interne hanno ricevuto la valutazione “eccellente”. Un risultato più che positivo, che colloca il nostro Paese al 10º posto per le acque marine e all’8º per quelle interne. Ma il confronto con le performance di Paesi come Croazia, Cipro e Austria evidenzia un margine di miglioramento, soprattutto nella gestione dei piccoli corsi d’acqua e dei laghi minori.
Le peggiori performance: Albania, Polonia, Estonia
Non tutti però possono festeggiare. In fondo alla classifica europea si conferma l’Albania, con appena il 16% delle sue acque classificate come eccellenti, in netto calo rispetto al già modesto 41,2% dell’anno precedente. Male anche Estonia (36,7%), Polonia (60,3%) e Ungheria (67%), dove la presenza di scarichi agricoli e la carente infrastruttura per il trattamento delle acque reflue restano problemi cronici.
Una storia di successo europea, ma non senza sfide
Secondo Leena Ylä-Mononen, direttrice esecutiva dell’EEA, questi risultati sono “frutto di decenni di lavoro sistematico sotto le regole UE, che hanno migliorato costantemente la salute delle nostre acque”. Il riferimento è alla Direttiva sulle acque di balneazione del 2006, che impone controlli rigorosi e standard comuni per la qualità delle acque. Grazie a questa normativa e a ingenti investimenti nel trattamento delle acque reflue urbane, oggi è possibile fare il bagno in sicurezza anche in aree urbane prima inquinate.
Ma le sfide restano. Le analisi dell’EEA si concentrano solo sulla contaminazione batterica, mentre l’inquinamento chimico — spesso invisibile ma potenzialmente dannoso — è monitorato separatamente, nell’ambito della Direttiva quadro sulle acque. Inoltre, fenomeni come le fioriture algali tossiche (cianobatteri), non coperte dalla direttiva sulla balneazione, causano ogni anno interruzioni dell’attività balneare in molte località, specie nei laghi.
Una mappa interattiva per scegliere dove andare
Per chi è in cerca di una vacanza sostenibile, la Commissione europea mette a disposizione un’interattiva mappa online, aggiornata con i dati del 2024, che consente di consultare in tempo reale la qualità dell’acqua di ciascun sito, incluse eventuali restrizioni temporanee. Una risorsa utile non solo per i turisti, ma anche per le autorità locali chiamate a garantire la sicurezza dei bagnanti.
Come ha dichiarato la Commissaria europea Jessika Roswall, “possiamo essere orgogliosi che la stragrande maggioranza delle nostre acque siano pulite e sicure per il bagno. È una dimostrazione concreta di come il coordinamento a livello europeo porti benefici tangibili per tutti i cittadini”.
In un’estate segnata dall’ennesima ondata di calore e da un turismo sempre più attento all’ambiente, sapere dove tuffarsi senza rischi è più che mai importante. E l’Europa, nel suo complesso, sembra offrire risposte rassicuranti.