Monfalcone – E’ stato rimosso il primo fumaiolo del transatlantico “United States”: cadono così le ultime speranze di chi voleva vedere salvata questa iconica nave, ultima vincitrice del leggendario Nastro Azzurro. L’operazione è avvenuta a Mobile, in Alabama, dove si sta preparando la nave per il suo destino finale: l’affondamento controllato per farne la barriera corallina artificiale più grande del mondo.
Lunedì scorso quindi la “Big U.” ha perso la sua integrità strutturale con il taglio del suo fumaiolo anteriore alto 20 metri: in seguito è stato rimosso anche l’albero dove erano installati i radar. Ora si prevede che il fumaiolo di poppa verrà rimosso nei prossimi giorni, mentre continuano all’interno dello scafo le operazioni per svuotare tutti i materiali pericolosi ancora presenti a bordo. Secondo quanto fanno sapere dalla Contea di Okaloosa, i fumaioli saranno conservati in un luogo sicuro per un futuro utilizzo nel museo terrestre della SS United States Conservancy.
«Questo è un enorme passo avanti verso un impegno ambientale che andrà a beneficio del nostro habitat marino locale e rafforzerà la nostra solida industria turistica a Destin-Fort Walton Beach – dice il presidente del Consiglio della Contea di Okaloosa, Paul Mixon -. Applaudo gli sforzi del nostro appaltatore, Coleen Marine, e del Natural Resources Team per il loro lavoro nel preservare la storia di questa nave come la più grande barriera corallina artificiale del mondo».
La “United States” è stata acquistato dalla Contea di Okaloosa nel 2024 con l’obiettivo di creare un grande habitat marino, migliorando al contempo l’industria locale della pesca e delle immersioni. L’imbarcazione, lunga oltre 300 metri, si unirà a una dozzina di relitti già affondati dal Natural Resources Team di Destin-Fort Walton Beach. Quello che un tempo fu il vanto della marina mercantile statunitense verrà inabissato tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 a 20 miglia nautiche a sud di Destin-Fort Walton Beach e sarà a disposizione per le immersioni sia dei sub principianti che di quelli più esperti.
Ma quale sarà la memoria di questa nave entrata in servizio nel lontano 1952? La SS United States Conservancy ha annunciato i primi dettagli del museo e dell’esperienza che intende realizzare per i visitatori. Secondo l’organizzazione no-profit i fumaioli aereodinamici costituiranno il fulcro scenografico della futura attrazione terrestre. «Siamo profondamente impegnati a celebrare la duratura eredità della nave ammiraglia americana e abbiamo riunito un team straordinario per aiutarci a realizzare la nostra visione», ha dichiarato la presidente della Conservancy Susan Gibbs. «Incorporando componenti iconici dello storico transatlantico in un museo terrestre architettonicamente straordinario, la “United States” continuerà a entusiasmare e ispirare le generazioni future».
La SS United States Conservancy ha incaricato Thinc Design, uno studio di progettazione di musei e mostre, di avviare il processo di pianificazione e sviluppo del museo. L’azienda ha precedentemente lavorato a una serie di mostre, tra cui il National September 11 Memorial Museum; l’Empire State Building Observatory; La sfida degli abissi di Robert Ballard, incentrata sull’esplorazione del RMS Titanic; e gli acquari di Seattle, Miami e San Francisco. Thinc collabora ora con Lmn Architects e lo studio di ingegneria Buro Happold per la progettazione iniziale dello “SS United States Museum and Visitor Experience”. Anche lo Gibbs & Cox, lo studio che ha progettato la “United States”, ora sussidiaria di Leidos, sta fornendo il suo contributo tecnico per dare vita alla nave per le nuove generazioni di visitatori.
Perché questa nave è stata così importante? Perché rappresentava l’orgoglio della marina mercantile statunitense, ultima vincitrice del Nastro Azzurro alla stratosferica velocità di 35,59 nodi (circa 66 chilometri orari) sulla rotta verso l’Europa e poi anche sul percorso inverso. Le sue turbine generavano la spaventosa potenza di 248 mila cavalli e alle prove in mare era riuscita a raggiungere i 44 nodi che la rendevano un trasporto truppe ideale per gli Usa nel periodo della Guerra Fredda; infatti era convertibile a fini militari con una capacità di ospitare a bordo 15 mila soldati.