Traghetto ribaltato al largo di Cipro: ancora venti dispersi

Il catamarano con 267 persone a bordo era diretto in Turchia quando ha iniziato a imbarcare acqua poco dopo la partenza da Kyrenia. Il relitto è ora a oltre 500 metri di profondità. Fermati per interrogatori comandante ed equipaggio.

Ultimo aggiornamento 31 agosto 2026 - 11:41

Il mare ha restituito i superstiti, aggrappati per ore allo scafo capovolto, ma continua a custodire il destino di quasi venti persone. È di almeno otto morti il bilancio del naufragio di un traghetto avvenuto al largo della costa settentrionale di Cipro, mentre nella giornata di lunedì proseguivano le operazioni di ricerca dei dispersi.

A bordo dell’imbarcazione, un traghetto a doppio scafo, si trovavano 267 persone. La nave aveva lasciato il porto di Kyrenia ed era diretta a Tasucu, nella provincia turca di Mersin, collegamento utilizzato quotidianamente dalle navette marittime tra Cipro e la Turchia.

Poco dopo la partenza, però, qualcosa è andato storto. Il traghetto avrebbe iniziato a imbarcare acqua prima di ribaltarsi in mare. Secondo alcune testimonianze raccolte dopo il naufragio, l’imbarcazione avrebbe subito un violento sobbalzo per poi ricadere sulla superficie del mare. L’impatto avrebbe provocato l’apertura di una parte della prua.

Diversi passeggeri sono riusciti a salvarsi aggrappandosi allo scafo capovolto. Sono stati successivamente recuperati da altre imbarcazioni in transito e dalle unità della guardia costiera intervenute nell’area.

 

Per decine di persone, però, l’attesa è continuata per tutta la notte e nelle prime ore del mattino. Davanti al porto di Kyrenia amici e familiari dei passeggeri hanno aspettato notizie, seguendo gli aggiornamenti sui telefoni cellulari. Alcuni sono rimasti seduti in silenzio, altri hanno pianto.

«Stiamo aspettando dalla mattina, da dodici ore o forse anche di più», ha raccontato Naif Ezer, in attesa di notizie di due amici ancora dispersi. Dei tre ragazzi che stavano tornando dalle loro famiglie, uno è stato ritrovato, mentre degli altri due non si avevano ancora informazioni.

Le ricerche sono rese particolarmente difficili dalla profondità del fondale. Il relitto del traghetto si troverebbe infatti a oltre 500 metri sotto la superficie, rendendo impossibile stabilire con certezza se possano esserci ancora persone intrappolate all’interno dell’imbarcazione.

Alle operazioni partecipano anche sommozzatori arrivati dalla Turchia. Il numero dei dispersi, tuttavia, resta incerto: le autorità hanno fornito stime differenti, oscillando tra 18 e 19 persone ancora da ritrovare.

Nel frattempo è stata avviata un’indagine sulle cause dell’incidente. Il comandante e i membri dell’equipaggio sono stati fermati dalle autorità per essere interrogati.

Mentre le operazioni proseguono nel tratto di mare davanti a Kyrenia, resta quindi ancora aperto il capitolo più drammatico della tragedia: capire quante persone siano riuscite a lasciare il traghetto prima che affondasse e se qualcuno possa essere rimasto intrappolato nel relitto, ora adagiato nelle profondità del Mediterraneo.