Monaco di Baviera – Dopo l’avvio ufficiale nella mattina, non poteva che cominciare così il Transport Logistic di Monaco, la più grande fiera europea della logistica, dove aziende del settore, terminalisti, compagnie di navigazione ed enti pubblici (su tutti, svettano le Autorità portuali) si danno appuntamento per concludere contratti e tracciare la strategia del futuro, specie in questo momento dove dazi e guerre dominano lo scenario.
La conferenza geopolitica Marilog ha schierato i due campioni tedeschi di questo mondo, ossia Angela Titzrath, amministratore delegato del gruppo terminalistico Hhla, e Rolf Habben Jansen, amministratore delegato della Hapag Lloyd, la quinta compagnia mondiale per trasporto container, che tra scenari macro e questioni più dettaglio ha trovato il tempo per soffermarsi anche sulla situazione italiana, e genovese in particolare. «Come saprà – dice il top manager – abbiamo investito in maniera piuttosto consistente in Italia negli ultimi due anni, e proprio a Genova abbiamo insediato la nostra direzione per l’Europa Meridionale, ma anche il Quality Service Center. Questo perché noi crediamo nel mercato italiano, e anche guardando ai prossimi due anni spero davvero che potremmo investire ancora di più in questo Paese».
A Genova Hapag Lloyd impiega oltre 500 persone nei propri uffici, quindi viene normale chiedersi se il prossimo passo sarà, guardando complessivamente all’Italia, quello di puntare a nuove strutture logistiche portuali, oppure a qualche nuova attività di mercato, come un nuovo servizio di linea. «In questo momento – risponde Habben Jansen – certo abbiamo l’investimento a Genova e abbiamo anche una quota di partecipazione a Salerno. Per ora non stiamo studiando altri progetti nello specifico, ma se si dovessero presentare delle occasioni, certamente le valuteremo».
Una prudenza che forse in questo momento va oltre quella già necessaria a qualunque investitore estero che vuole fare i conti con le faticose complessità dell’Italia, considerando la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la concessione in porto a Genova proprio alla Spinelli, di cui Hapag Lloyd è l’azionista di minoranza con il 49%: proprio questo mese i giudici amministrativi si devono pronunciare sulla revocazione della sentenza, e il giorno 30 scadrà l’attuale proroga concessa dall’Autorità portuale proprio in attesa del pronunciamento. «Guardi – commenta Habben Jansen – siamo tutti rimasti tutti sorpresi dalla sentenza, che è uscita a ottobre dello scorso anno. Da allora tutti stiamo lavorando in maniera intensa e costruttiva, sia con le autorità locali, sia con il governo in Italia per discutere come risolvere questa situazione. Le discussioni sono ancora in corso e io confido che una buona soluzione sarà trovata. E questo sia che avvenga prima del 30 giugno, sia dopo, se dovesse essere necessario prendere un po’ più di tempo, una cosa che peraltro ad oggi è ancora piuttosto difficile da dire».
E magari ci fosse solo l’Italia, a essere imprevedibile: gli Stati Uniti guidati dall’amministrazione Trump stanno diventando un caso di scuola, e il mondo della logistica si deve attrezzare. Difficile quindi poter dire, per il numero uno di Hapag Lloyd, se già entro quest’anno le navi torneranno a passare dal Canale di Suez (e questo però per il nostro Paese qualcosa cambierebbe), mentre una certezza abbastanza netta è quella legata ai noli: «Non torneranno ai livelli pre-2019: il decennio passato è stato molto critico, ed è pur vero che i cinque anni appena trascorsi hanno avuto un carattere di eccezionalità, ma è altrettanto vero che rispetto a quell’epoca, le compagnie devono sostenere una serie di costi che in precedenza non c’erano. A partire dall’inflazione e dai costi per i nuovi carburanti. Quello del 2019 è un riferimento che dovremo imparare a dimenticarci».