La Germania cancella il programma per le fregate F126

Questa decisione, ha annunciato la Difesa tedesca, è una conseguenza dei significativi ritardi del progetto, dei prevedibili aumenti dei costi e dei rischi associati al cambio del cantiere capocommessa

Ultimo aggiornamento 25 giugno 2026 - 13:56

Il Ministero della Difesa tedesco ha annunciato di aver deciso di abbandonare il programma per la costruzione delle sei fregate tipo F126 assegnato al gruppo cantieristico olandese Damen Schelde Naval Shipbuilding (DSNS) e di voler procedere, una volta approvato dalla Commissione Bilancio del Bundestag, con l’acquisizione di un totale di otto fregate tipo MEKO A200 DEU che saranno realizzate dal gruppo tedesco TKMS. Viene così abbandonato un programma del valore complessivo stimato di ben 18 miliardi di euro che necessitava di un nuovo capocommessa e consegna stimata della prima unità nel 2032, per una soluzione nazionale “già sul mercato internazionale” che assicurerà all’Alleanza Atlantica, secondo il Ministero e la Marina tedesca, le stesse capacità nel settore della guerra antisom delle unità F126, ad un costo stimato di 11,3 miliardi di euro e consegne dalla fine del 2029.

Questa decisione, ha annunciato la Difesa tedesca, è una conseguenza dei significativi ritardi del progetto, dei prevedibili aumenti dei costi e dei rischi associati al cambio del cantiere capocommessa. Il programma per la realizzazione delle sei fregate F126 multi-missione con capacità antisom è stato assegnato al gruppo cantieristico DSNS nel 2020 per un valore stimato di circa 10 miliardi di euro e prevedeva la consegna della prima unità, con capacità operative iniziali, entro la metà del 2028 mentre le rimanenti unità dovevano seguire entro il 2033. L’assegnazione del programma ad un cantiere estero da parte della Difesa tedesca seguiva una gestione travagliata dello sviluppo, costruzione e messa in servizio delle fregate tipo F125 realizzate dal consorzio tedesco ARGE F125 fra i cantieri ThyssenKrupp Marine Systems oggi TKMS e Lürseen Werf, la cui divisione militare NVL oggi fa parte del gruppo tedesco Rheinmetall. Il programma F126 prevedeva che DSNS fosse capocommessa con progettazione e gestione della costruzione delle unità presso cantieri in Germania, mentre il sistema di combattimento era incentrato sulla suite di comando e controllo di Thales Deutschland, con la sensoristica rappresentata da un mix di sistemi forniti da aziende tedesche quale Hensoldt, Atlas Elektronik, Rohde & Schwarz ed estere quale Thales Nederland in Olanda. L’armamento era incentrato su sistemi missilistici superficie-aria ed antinave di diversa fornitura unitamente ad un armamento cannoniero fornito dal gruppo Leonardo.

Nonostante l’impostazione della chiglia per l’unità capoclasse sia avvenuta nel dicembre 2023 in pompa magna alla presenza del Ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, in seguito alla comunicazione da parte del gruppo olandese che “l’adempimento del contratto era significativamente ritardato e che la costruzione delle navi non era possibile entro i tempi e il budget concordati”, la Difesa tedesca ha iniziato ad esaminare a partire dal 2025 con sempre maggiore apprensione da parte governativa e del Bundestag, la possibilità di sostituire i cantieri DSNS con quelli tedeschi Naval Vessels Lürssen BV & Co. KG (NVL). Tale valutazione, secondo quanto dichiarato dalla Difesa tedesca, si è recentemente conclusa e ha stabilito che, “data la situazione attuale del progetto, la sua prosecuzione comporterebbe costi aggiuntivi significativi”. Il contratto per la costruzione delle sei fregate F126 è stato negoziato con il nuovo prime contractor tedesco NVL per una cifra di circa 15,2 miliardi di euro. A questo, secondo quanto dichiarato, si sarebbero dovuti aggiungere i servizi già forniti in base al contratto esistente con DSNS e i necessari contratti per forniture e servizi di supporto. Ciò avrebbe portato il fabbisogno finanziario totale per le F126 a oltre 18 miliardi di euro. Per quanto motivo è stato deciso di non procedere, e sebbene non venga indicato chiaramente ed ufficialmente, il Governo tedesco sta valutando la potenziale richiesta di danni al gruppo olandese che non avrebbe, secondo quanto dichiarato, rispettato le obbligazioni contrattuali. Il comunicato specifica espressamente a tal riguardo che il governo tedesco avrebbe dovuto rinunciare contrattualmente a qualsiasi potenziale richiesta di risarcimento danni nei confronti del precedente contraente in caso di cambio di contraente generale. “Ciò è in contrasto con la concezione del Ministero della Difesa in merito all’uso responsabile dei fondi pubblici. L’ammontare di tali richieste è attualmente oggetto di valutazione legale.”

Nel frattempo, il Ministero della Difesa e lo stesso Bundestag tedesco, hanno valutato e posto le basi per procedere con un programma alternativo rappresentato dall’acquisizione di otto fregate antisom MEKO A-200 DEU fornite dal gruppo cantieristico tedesco TKMS e destinate ad essere realizzate in Germania. Nel febbraio 2026, un accordo preliminare per il programma per le nuove fregate tedesche viene annunciato con la firma di un contratto iniziale del valore di 50 milioni di euro che serviva per il lancio delle attività preparatorie affinchè la consegna della prima unità potesse avvenire nel 2029, qualora il vero e proprio contratto definitivo e complessivo fosse siglato in tempi brevi. Sebbene non siano stati divulgate informazioni sulla configurazione delle nuove unità per la Marina tedesca, queste ultime si basano sul progetto MEKO A-200 che ha già trovato successo sul mercato all’estero e di cui l’ultima iterazione è in servizio con la Marina Egiziana ed il cui progetto viene costruito in loco dai cantieri Alexandria Shipyard.

Secondo quanto dichiarato dal Ministero della Difesa tedesco, a seguito di un’approfondita revisione, l’Ispettorato della Marina tedesca ha confermato che le fregate MEKO A-200 DEU sarebbero in grado di assolvere alla missione principale della Marina tedesca – la lotta antisom – e quindi anche di supportare la NATO nell’adempimento dei suoi obblighi nei confronti dell’Alleanza. Inoltre, il comunicato, asserisce che “una tipologia di nave standardizzata offre vantaggi significativi in ​​termini di operatività, manutenzione e addestramento.” Lo stesso Ministero intende quindi presentare, secondo la comunicazione ufficiale, al più presto alla Commissione Bilancio del Bundestag tedesco le motivazioni per la decisione sull’acquisto delle otto fregate MEKO, affinchè si possa realizzare il programma nel più breve tempo possibile e quindi soddisfare le promesse fatte in termini di unità navali offerte alla NATO. Sebbene si parli di un programma di otto fregate, previa approvazione della Commissione Bilancio, il prezzo di acquisto delle prime quattro fregate MEKO A-200 ammonterebbe a circa 6,3 miliardi di euro. L’opzione per ulteriori quattro navi potrebbe essere esercitata entro la fine del 2026 per circa 5,3 miliardi di euro. Come anticipato, non sono state divulgate informazioni sulla configurazione delle A-200 DEU, ma dal punto di vista della sistemistica che la Marina tedesca sta acquisendo per le nuove unità e l’ammodernamento di quelle in servizio, sono disponibile due suite di comando e controllo (CMS) del sistema di combattimento: il sistema 9LV della svedese Saab prescelto per l’ammodernamento delle fregate tipo F123 in linea, unitamente a sensoristica svedese e di fornitura nazionale, e quello della Lockheed Martin Canada CMS 330 prescelto per le nuove fregate per la difesa aerea tipo F127 caratterizzate da un sistema di combattimento con sensoristica ed armamento principalmente americano. Una scelta che insieme all’armamento, rischia di lasciare a bocca asciutta, l’industria della difesa tedesca, che si trova a doversi confrontare anche con altri fornitori, come quelli israeliani, a fronte di una standardizzazione sempre più lontana dei sistemi per la Marina tedesca, con un aumento dei costi anche in termini di manutenzione e supporto logistico.

 

 

 

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