Difesa dei fondali, via alla sperimentazione: l’Europa fa rotta sullo Spezzino

Opex, attività del progetto Csip, entra nella fase operativa: ok dalla Regione a due stazioni di monitoraggio in acqua

Veduta aerea del Golfo della Spezia

Ultimo aggiornamento 5 novembre 2026 - 21:13

A qualche centinaio di metri dalla costa spezzina, sensori acustici, modem e sistemi di monitoraggio saranno messi alla prova per individuare le minacce che possono arrivare dai fondali: droni, mezzi guidati a distanza e presenze non autorizzate in prossimità delle infrastrutture sottomarine. La Spezia e il Golfo dei Poeti si preparano a diventare il teatro di una sperimentazione europea nel settore della sicurezza subacquea. Il progetto Critical Seabed Infrastructure Protection (Csip) si prepara a prendere il mare dopo che Regione Liguria ha autorizzato WSense a installare temporaneamente due stazioni di monitoraggio del rumore in acqua.

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La rotta è stata tracciata all’inizio dell’anno. Ma Csip, che porterà alla Spezia le più avanzate tecnologie dell’Unione Europea con le prove di Opex, nasce all’interno della cooperazione europea Permanent Structured Cooperation (Pesco) già nell’estate del 2022. La Marina Militare prese l’iniziativa poche settimane prima dell’incidente al gasdotto Nord Stream nel Mar Baltico, l’episodio che accese una volta per tutte i riflettori sulle criticità del mondo degli abissi, e mise a punto un’idea per «sopperire a lacune esistenti in materia di protezione delle infrastrutture critiche subacquee». Oggi, a distanza di più di quattro anni, la platea di partecipanti si è ampliata: oltre all’Italia, coordinatrice del progetto, ne fanno parte anche Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Spagna e Svezia. Otto Paesi ai quali si affiancano quattro osservatori come Bulgaria, Danimarca, Finlandia ed Estonia.

L’obiettivo è netto: aumentare l’efficienza dell’Ue nella protezione da attacchi intenzionali, sabotaggi deliberati o catastrofi naturali. Al centro del progetto vi è un’architettura, definita “sistema di sistemi”, pensata per integrare e potenziare le capacità dei Paesi membri attraverso un pacchetto di interventi e strumenti. Il 2026 si è aperto con un “Industry Workshop” ospitato dall’European Defence Agency, con l’intento di definire e individuare quali tecnologie presenti sul mercato europeo siano idonee al progetto, e si chiuderà con la sperimentazione nelle acque antistanti il Golfo dei Poeti. Ben 49 aziende, alcune delle quali riunite in consorzi, hanno presentato e condiviso le loro attuali capacità, candidandosi a partecipare alla sperimentazione operativa (Opex) ligure che si appresta a partire.

Un primo passaggio concreto è arrivato da Regione Liguria con l’ok a WSense per l’installazione di due dispositivi. L’atto, firmato martedì, prevede il posizionamento sui fondali spezzini dei dispositivi, che al termine della sperimentazione dovranno essere recuperati. Entrambe le stazioni saranno piazzate da operatori subacquei: sono composte da un tripode, sul quale verranno alloggiati due strumenti sottomarini, quattro idrofoni, un modem acustico e un pacco batteria. I sistemi saranno quindi completati da un cavo e da una boa di superficie.

Da Piazza De Ferrari hanno ritenuto l’intervento compatibile con la tutela dell’ecosistema marino-costiero. Il via libera, condizionato soltanto dall’obbligo per WSense di comunicare l’avvio delle operazioni ad Autorità portuale, Comune di Porto Venere, Arpal e Guardia costiera, sposta nuovamente l’attenzione sul Golfo dei Poeti. Il traguardo invece lo aveva specificato la Marina lo scorso inverno, quando aveva messo in calendario il test coordinato dall’Eda: «Garantire maggiore protezione alle infrastrutture subacquee presenti nel Mediterraneo».

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