Cantieri, ora la Corea e gli Usa sono a un passo dall’accordo per costruire la flotta americana

Seul utilizzerà gli investimenti nei bacini degli Stati Uniti per costruire un rapporto privilegiato con Trump e conquistare la fetta più grossa del piano americano di espansione della flotta

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:19

Stati Uniti e Corea del Sud stanno valutando una partnership strategica nel settore della cantieristica, che potrebbe includere investimenti diretti per ammodernare i cantieri navali americani e rafforzare la manutenzione della flotta della Marina USA. Lo riferiscono fonti governative e industriali a conoscenza dei colloqui in corso.

Il presidente americano Donald Trump, che ha fatto del rilancio dell’industria navale statunitense una priorità per contrastare l’ascesa della Cina, ha più volte espresso interesse per una collaborazione con il settore navale sudcoreano, considerato tra i più avanzati al mondo.

La Cina, grazie a ingenti investimenti pubblici, è oggi il primo costruttore navale globale e possiede la flotta da guerra più ampia al mondo: 234 unità rispetto alle 219 della Marina statunitense, secondo dati del Center for Strategic and International Studies.

«La Corea del Sud può usare la cantieristica come leva nei negoziati sulle tariffe commerciali», ha spiegato Kim Suk Kyoon, ex commissario della Guardia Costiera coreana ed esperto di strategia marittima.

Le pressioni su Seul per chiudere un accordo commerciale con Washington sono aumentate dopo che il Giappone ha firmato un’intesa con gli Stati Uniti proprio questa settimana. Intanto, una delegazione sudcoreana è a Washington per colloqui, anche se un incontro di alto livello previsto per venerdì è stato rinviato.

Secondo fonti a conoscenza diretta delle trattative, Seul punta a coinvolgere i propri colossi della cantieristica in investimenti sul suolo americano e a offrire un supporto strutturale alla manutenzione navale USA. La proposta coreana prevede una “partnership per la rinascita manifatturiera” nei settori strategici come quello navale, opzione che avrebbe già suscitato forte interesse da parte americana, desiderosa di contrastare l’espansione industriale cinese.

Il Dipartimento del Tesoro statunitense e l’Ufficio del Rappresentante per il Commercio non hanno rilasciato commenti sull’andamento delle trattative, mentre il Ministero dell’Industria sudcoreano ha confermato colloqui in corso sulla cooperazione manifatturiera, senza entrare nei dettagli.

Donald Trump, Donald Trump Jr. e Lim Moon Kyu (ex dirigente del colosso coreano), nel cantiere Daewoo durante una visita del 1998

 

Riparazioni, investimenti e ostacoli normativi

Per alcuni osservatori, l’opzione più concreta potrebbe essere un accordo per la manutenzione annuale di un certo numero di navi della Marina USA o la produzione di componenti navali da parte coreana. Attività che, in parte, sono già in corso: il cantiere Hanwha Ocean a Geoje, dotato della più grande darsena al mondo e di una gru da 900 tonnellate, ha recentemente ottenuto il suo terzo contratto con la Marina americana.

Il gruppo Hanwha, che ha acquisito la Philly Shipyard in Pennsylvania per 100 milioni di dollari nel 2023, ha annunciato questa settimana un ordine per la costruzione congiunta di una nave metaniera insieme al cantiere di Geoje. Inoltre, ha ottenuto l’autorizzazione USA per aumentare la propria partecipazione nel gruppo navale australiano Austal, proprietario di un importante cantiere in Alabama dedicato alla Marina statunitense.

Anche HD Hyundai si è mossa: ha stretto un’alleanza con il gruppo americano Huntington Ingalls, specializzato in navi militari, e collabora con Edison Chouest Offshore per costruire navi portacontainer negli Stati Uniti.

Tuttavia, restano numerosi ostacoli. La scarsità di componenti e la carenza di manodopera qualificata nei cantieri statunitensi complicano l’espansione industriale, secondo il professor Woo Jong Hoon dell’Università Nazionale di Seul. A ciò si aggiungono i vincoli normativi: il Jones Act vieta a cantieri stranieri di costruire navi commerciali destinate al mercato interno USA, mentre l’emendamento Byrnes-Tollefson esclude la possibilità di costruire navi militari fuori dal territorio americano, salvo deroga presidenziale per motivi di sicurezza nazionale.

Alcune soluzioni ipotizzate includono la produzione modulare in Corea e il successivo assemblaggio negli Stati Uniti, o la creazione di un’area speciale che consenta la costruzione di navi statunitensi in Corea del Sud.

Un legame nato su una gru

L’interesse di Trump per i cantieri sudcoreani affonderebbe le radici in una visita privata di oltre vent’anni fa. Era il 1998 quando il magnate immobiliare atterrò in elicottero al cantiere navale di Geoje, allora gestito da Daewoo Shipbuilding. A raccontarlo è Lim Moon Kyu, ex dirigente del gruppo oggi ribattezzato Hanwha Ocean.

«Lo portammo in cima a una gru di 100 metri. Guardò l’intero cantiere dall’alto e disse soltanto: “Wonderful, Wonderful”», ricorda Lim sfogliando vecchie fotografie in cui compare anche Donald Trump Jr. «Credo che quell’esperienza gli abbia lasciato una forte impressione positiva, che oggi lo rende favorevole a una collaborazione strategica per contrastare la Cina.»

«Cosa possiamo offrire subito agli americani? Nulla di più immediato e strategico della nostra industria navale», conclude Lim.