Quarantasette navi militari per un dislocamento complessivo che supera le 170 mila tonnellate. La fotografia della flotta della Marina Militare restituita da “World Defence Shipbuilding 2026” posiziona l’Italia al decimo posto nella speciale classifica globale e tra i primissimi in ambito europeo. Una forza navale che ha uno dei suoi motori industriali proprio in Liguria, dove il triangolo formato dagli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso e Muggiano e da quelli di Intermarine a Sarzana e del Cantiere Mariotti a Genova costituisce uno dei poli strategici della cantieristica militare nazionale. È qui, infatti, che stanno prendendo forma 17 unità del domani: dai sottomarini alle fregate, dai pattugliatori polivalenti d’altura ai cacciamine.
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Le fregate a Riva Trigoso
C’è un filo di acciaio che unisce i tre siti. Due, distanti qualche decina di chilometri, operano come un unico cantiere integrato sotto il cappello di Fincantieri. A Riva Trigoso, nel comune di Sestri Levante, si concentrano soprattutto le prime fasi della costruzione delle grandi unità di superficie. A partire dalle nuovissime Fremm Evo, le due fregate di ultima generazione destinate alla Marina Militare. La prima, nave “Bersagliere”, sarà consegnata entro il 2029. La seconda, nave “Aviere”, nel 2030. Il contratto, del valore di circa 1,5 miliardi di euro, è stato siglato due anni fa da Orizzonte Sistemi Navali (Osn) – joint venture partecipata da Fincantieri (51%) e Leonardo (49%) – e Occar (Organisation Conjointe de Coopération en matière d’Armement), e rientra nell’ambito del programma pluriennale “Fremm” volto al rinnovamento della flotta della Marina Militare attraverso la realizzazione di fregate di nuova generazione. Una commessa strategica, ma non l’unica a interessare il polo produttivo del Levante.

Il cantiere integrato
Il lavoro, difatti, non si ferma a Riva Trigoso. Una volta completate le prime fasi, le unità proseguono il loro percorso al Muggiano, dove vengono portate avanti le attività di allestimento e integrazione. In questo momento, il cantiere integrato sta lavorando su più fronti. Uno dei più importanti riguarda i due nuovi pattugliatori polivalenti d’altura destinati a sostituire il “Marcantonio Colonna” e il “Ruggero Di Lauria”, ceduti alla Marina indonesiana. Mentre procede anche il programma dei pattugliatori off-shore di nuova generazione: nel 2027 entrerà in servizio “Ugolino Vivaldi”, già varato e primo di due navi che il colosso della difesa sta costruendo per la Marina Militare. Un terzo tassello è rappresentato da una commessa destinata alla Guardia costiera: la costruzione di una nuova unità d’altura multiruolo.
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I sommergibili a Muggiano
Per i sottomarini, invece, il riferimento è Muggiano. Il cantiere spezzino rappresenta uno dei principali centri di eccellenza italiani nella costruzione subacquea, un settore nel quale Fincantieri vanta una tradizione ultracentenaria e oltre 100 battelli realizzati. Oggi qui si concentra la realizzazione di quattro sottomarini di ultima generazione. Il programma, che ha preso il nome di U212 NFS (Near Future Submarine), è stato aggiornato in estate. L’intesa ha ampliato il perimetro delle attività affidate a Fincantieri, prevedendo da un lato l’introduzione di nuove capacità tecnologiche attraverso l’integrazione di sistemi di contromisura sviluppati da Wass e dall’altro un rafforzamento delle attività di supporto logistico. Un’integrazione che, secondo il cronoprogramma della società, consentirà di anticipare di due anni, dal 2034 al 2032, la consegna della quarta unità del programma, rendendo possibile, a partire dal 2029, la consegna di un’unità all’anno alla Marina. Nel frattempo, il cantiere ha portato avanti anche la realizzazione della nave Idro-Oceanografica Maggiore “Quirinale”, destinata alle attività di ricerca e sorveglianza dei fondali.
I cacciamine di Intermarine

La mappa della cantieristica militare ligure, però, non si esaurisce con Fincantieri. A Sarzana c’è uno stabilimento che da decenni rappresenta un punto di riferimento nella costruzione di unità specializzate: Intermarine. Il nome della società è legato soprattutto a tecnologie per le contromisure mine. Oggi nello stabilimento si sta realizzando la seconda di cinque navi destinate alla Forza armata. Robotica, automazione e intelligenza artificiale sono le tre parole chiave che il cantiere sta declinando, insieme a Leonardo, in un programma da quasi due miliardi per la realizzazione di cacciamine di nuova generazione, destinati a sostituire quelli in servizio presso la Quinta Divisione Navale. Sempre per la Marina, infine, l’azienda sta sviluppando anche un innovativo veicolo autonomo di superficie. Più semplicemente, un drone che potrà essere impiegato in diverse missioni, dall’attività di bonifica delle mine alla sorveglianza delle infrastrutture critiche.