La Commissione europea ha perso il primo round al Parlamento europeo sull’estensione della lista dei cantieri navali autorizzati a demolire navi di bandiera Ue anche a cantieri indiani. La commissione parlamentare Ambiente (Envi) ha approvato una mozione contraria con 48 voti contro 26, oltre a 5 astenuti.
La Commissione europea ha proposto una modifica della decisione di esecuzione UE 2016/2323 per aggiornare la European List of Ship Recycling Facilities, inserendo i cantieri indiani Shree Ram Vessel Scrap e Ysi Recyclers di Alang.
Si tratterebbe di un passaggio storico perché finora i cantieri dell’Oceano Indiano (India, Bangladesh e Pakistan) dove si smantella la gran parte del tonnellaggio navale mondiale non possono intervenire su navi dell’Unione europea. Tradizionalmente questi cantieri hanno condizioni lavorative precarie e pericolose e bassi livelli di protezione ambientale. Negli ultimi anni alcuni di questi hanno alzato gli standard fino a quelli richiesti dalla Convenzione di Hong Kong in materia, ma finora non sono ancora riusciti a farsi ammettere nella lista Ue.
Il parere della commissione Envi sull’obiezione non blocca automaticamente la decisione della Commissione europea. La questione passa adesso alla plenaria del Parlamento europeo, che può decidere se adottarla o meno. Se il Parlamento confermasse l’approvazione dell’obiezione con la maggioranza richiesta, esercitando il proprio diritto di controllo sugli atti di esecuzione della Commissione, chiederebbe formalmente il ritiro o la modifica della decisione.
In questo primo passaggio, tuttavia, la Commissione ha dovuto registrare una sconfitta della propria proposta.