Rotta Artica: la sfida della Commissione Ue e il no dei francesi

L'organizzazione Armatori di Francia vede la crescente accessibilità dei passaggi artici come una conseguenza del cambiamento climatico e ritiene che questa evoluzione esponga un ambiente particolarmente fragile a maggiori rischi di incidenti

Ultimo aggiornamento 5 novembre 2026 - 18:12

Il nuovo piano per l’Artico dell’Unione Europea, presentato il 20 ottobre a Strasburgo dalla Commissione europea, ha messo in evidenza quanto la regione artica sia diventata una priorità geopolitica del Vecchio Continente, in particolare in ambiti come sicurezza, energia, commercio e connettività. In sintesi, l’obiettivo della strategia per l’Artico dell’Unione Europea mira a tutelare gli interessi europei nella regione, alla luce delle mire espansioniste di Russia e Cina. Le cifre parlano chiaro. La rotta dell’Artico che collega l’Asia all’Europa ha registrato, nel 2026, un aumento del traffico senza precedenti, battendo ogni record su GNL, bulker e container. Secondo i dati della società Lloyd’s List Intelligence, in settembre, 133 navi hanno utilizzato questa rotta marittima, lungo le coste russe dell’Artico, quattro volte di più di quanto non accadeva quattro anni fa nello stesso periodo. Questo anche a causa dello scioglimento dei ghiacci che rende la navigazione accessibile per un periodo più lungo, tra agosto e ottobre. Naturalmente anche la situazione geopolitica ha contribuito ad aumentare il traffico sulla rotta artica per la guerra in Medio Oriente e la siccità legata al fenomeno El Niño, che rallenta il numero di passaggi attraverso il canale di Panama, pertanto gli armatori sono alla ricerca di rotte sostitutive.

Ben diversa è la posizione degli Armatori di Francia che, di fronte al piano per l’Artico della Commissione europea, si sono detti contrari alla Rotta artica perché lo scioglimento dei ghiacci non deve essere considerato come un’opportunità per aprire nuove rotte commerciali. L’organizzazione professionale giovedì scorso ha diffuso un comunicato ricordando che gli armatori francesi si impegnano collettivamente a non prendere la Rotta Marittima del Nord, che costeggia le coste settentrionali della Russia, per sviluppare collegamenti merci tra l’Asia e l’Europa.

L’organizzazione Armatori di Francia vede la crescente accessibilità dei passaggi artici come una conseguenza del cambiamento climatico e ritiene che questa evoluzione esponga un ambiente particolarmente fragile a maggiori rischi di incidenti gravi e inquinamento marino. Il comunicato dell’organizzazione sottolinea anche che l’area artica rimane non sufficientemente mappata e che il guadagno della distanza offerto da questo percorso non compensa, secondo gli armatori, i rischi umani e ambientali.

L’organizzazione sostiene inoltre che la navigazione sulla Rotta Marittima del Nord rimane soggetta a vincoli tecnici e di sicurezza specifici, legati in particolare alle condizioni del ghiaccio. “Le navi dipendono da mezzi di assistenza e rompighiaccio adeguati, che solo gli Stati rivieraschi detengono”. Il comunicato conclude dicendo: “Di fronte agli sconvolgimenti geopolitici e climatici che ricompongono gli scambi mondiali, Armatori di Francia continua la sua riflessione sulla resilienza delle rotte commerciali, conciliando la continuità degli scambi, la sicurezza della navigazione e la conservazione degli ambienti marini”.

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